Licenziamento: le recenti sentenze e l’importanza delle agenzie investigative nella verifica della buona fede e correttezza

Licenziamento: le recenti sentenze e l’importanza delle agenzie investigative nella verifica della buona fede e correttezza

Il rapporto di lavoro si fonda su un patto di buona fede e correttezza (artt. 1175 e 1375 del Codice Civile) e sull’obbligo di fedeltà del dipendente (art. 2105 c.c.). Ma quando quel patto sembra incrinarsi, fino a che punto un datore di lavoro può verificare la condotta del lavoratore? Su questo la Corte di Cassazione è intervenuta più volte, tracciando un quadro ormai consolidato sulla legittimità delle agenzie investigative nel rapporto di lavoro.
In sintesi: cosa dicono le sentenze
  • Il datore può incaricare un’agenzia investigativa per accertare comportamenti illeciti del dipendente.
  • L’indagine non deve controllare la mera prestazione lavorativa, ma condotte estranee e fraudolente.
  • Il report investigativo, se fondato su dati oggettivi, è prova utilizzabile nel giudizio di licenziamento.

Buona fede e correttezza: il fondamento del rapporto di lavoro

Prima ancora delle singole mansioni, datore e lavoratore sono legati da doveri di correttezza e buona fede. Il dipendente, in particolare, è tenuto a un obbligo di fedeltà: non trattare affari in concorrenza con il datore, non divulgare informazioni riservate, non tenere condotte che ledano gli interessi aziendali. La violazione di questi doveri — non un semplice calo di rendimento — è ciò che può integrare una giusta causa di recesso. Ed è proprio su queste condotte, non sul modo di lavorare, che può intervenire l’indagine.

Cosa ha stabilito la Cassazione sulle indagini investigative

La giurisprudenza di legittimità è netta. Con la sentenza della Cass. civ., sez. Lavoro, n. 11697 del 17 giugno 2020, la Corte ha riaffermato che le indagini condotte da un’agenzia investigativa non violano lo Statuto dei Lavoratori quando non sono dirette a sorvegliare l’adempimento della prestazione, ma a verificare comportamenti illeciti o contrari agli obblighi contrattuali.
Il principio è stato ribadito e precisato negli anni successivi nell’ambito dei cosiddetti controlli difensivi — come nella sentenza n. 25732 del 2023, che ha chiarito i confini tra controllo lecito e illecito. Il filo conduttore è sempre lo stesso: l’indagine è legittima se mira a tutelare il patrimonio e l’immagine dell’azienda di fronte a condotte fraudolente del lavoratore.

Controllo difensivo e controllo della prestazione: il confine

La distinzione decisiva è questa: il controllo della prestazione lavorativa (come il dipendente esegue le mansioni) spetta al datore e ai suoi preposti e incontra i limiti dello Statuto; il controllo difensivo, invece, riguarda condotte illecite estranee alla prestazione — false malattie, abuso dei permessi, doppio lavoro, concorrenza sleale — ed è in questo spazio che opera legittimamente l’investigatore privato. Abbiamo spiegato la differenza in modo pratico nell’approfondimento su controllo difensivo e controllo a distanza, e nei controlli sui permessi Legge 104.
Dalla sentenza alla prova concreta
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Il ruolo di EA Investigazioni

EA Investigazioni, agenzia con licenza prefettizia attiva dal 1994, affianca aziende e studi legali nella raccolta di prove utilizzabili nel contenzioso del lavoro. Operiamo nel rispetto dei limiti fissati dalla Cassazione e dal GDPR, perché una prova raccolta illegittimamente è inutilizzabile e dannosa. Il nostro lavoro rientra nel più ampio capitolo delle indagini aziendali a tutela dell’impresa.
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Domande frequenti

Quali sentenze legittimano le indagini investigative sul lavoro?

Tra le pronunce di riferimento, la Cass. civ. sez. Lavoro n. 11697/2020 ha confermato che le indagini di un’agenzia investigativa non violano lo Statuto dei Lavoratori se dirette ad accertare illeciti e non la mera prestazione. Il principio è stato precisato in tema di controlli difensivi dalla successiva sentenza n. 25732/2023.

Il report di un’agenzia investigativa è una prova valida in giudizio?

Sì: se fondato su dati oggettivi e raccolto nel rispetto della legge, il report investigativo è utilizzabile nel giudizio di impugnazione del licenziamento e l’investigatore può essere chiamato a testimoniare sui fatti accertati.

Cosa può e cosa non può controllare l’agenzia?

Non può sorvegliare il modo in cui il dipendente svolge le mansioni, ma può accertare condotte illecite estranee alla prestazione — false malattie, abuso dei permessi, doppio lavoro, concorrenza sleale — che ledono il patrimonio o l’immagine dell’azienda.