Quando si apre una successione, la prima domanda degli eredi è quasi sempre la stessa: cosa faceva davvero parte del patrimonio del defunto? Conti correnti dimenticati, immobili in altre province, quote societarie, beni intestati o donati anni prima: ricostruire l'asse ereditario in modo completo è la condizione per una divisione equa e per tutelare i propri diritti. EA Investigazioni, agenzia con licenza prefettizia attiva dal 1994, conduce indagini successorie documentate: ricerca dei beni del de cuius, indagine bancaria sul defunto e rintraccio degli eredi.

Sospetti che parte dell'eredità non sia emersa?
Ricostruiamo l'intero asse ereditario — beni, conti, quote e donazioni — e rintracciamo gli eredi, con una relazione utilizzabile dal tuo avvocato.
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Cos'è l'asse ereditario

L'asse ereditario (o massa ereditaria) è il complesso di beni, diritti e obbligazioni che appartenevano alla persona deceduta — il de cuius — e che vengono trasferiti agli eredi con la successione. Comprende sia l'attivo (immobili, conti, veicoli, quote societarie, crediti) sia il passivo (debiti e obbligazioni). La successione si apre al momento della morte (art. 456 c.c.) e, in assenza di testamento, segue le regole della successione legittima (art. 565 e seguenti c.c.).
Determinare con precisione l'asse ereditario è essenziale: solo conoscendo l'esatta consistenza del patrimonio è possibile dividerlo equamente, calcolare le quote spettanti e far valere i propri diritti. Quando la documentazione è incompleta o i rapporti tra gli eredi sono difficili, l'indagine investigativa diventa lo strumento per fare chiarezza.
Attenzione anche al passivo: accettare un'eredità significa subentrare pure nei debiti del defunto. Conoscere in anticipo l'intero quadro — attivo e passivo — permette di decidere consapevolmente se accettare puramente, rinunciare o accettare con beneficio d'inventario, evitando brutte sorprese. Anche per questo una ricostruzione completa dell'asse, prima di ogni scelta, è nel concreto interesse dell'erede.

Ricerca dei beni del defunto: far emergere l'intero patrimonio

Non sempre il patrimonio del defunto è tutto visibile. Beni in altre regioni, rapporti mai comunicati alla famiglia, partecipazioni societarie, beni intenzionalmente omessi: la nostra indagine patrimoniale ricostruisce il quadro completo, individuando:
  • proprietà immobiliari e terreni su tutto il territorio nazionale;
  • rapporti bancari, conti correnti, titoli e investimenti;
  • veicoli e beni mobili registrati;
  • quote e cariche societarie, partecipazioni in azienda;
  • eventuali debiti e passività che gravano sull'eredità.
Il risultato è una fotografia documentata dell'intero asse, indispensabile per una divisione corretta e per evitare di accettare un'eredità senza conoscerne il reale contenuto.

Indagine bancaria sulla persona defunta

È uno degli accertamenti più richiesti dagli eredi. Permette di rintracciare i conti correnti, i depositi e i rapporti finanziari intestati al defunto, anche presso istituti di cui la famiglia non era a conoscenza. Per avviarla è in genere sufficiente l'anagrafica del de cuius.
Conduciamo ricerche presso i registri della Camera di Commercio e accertamenti sui rapporti bancari per individuare le disponibilità finanziarie che entrano nell'asse ereditario, restituendo agli eredi un quadro chiaro su cui basare la successione.

Rintraccio eredi: trovare gli aventi diritto

L'altra faccia dell'indagine successoria è individuare chi sono gli eredi. Serve quando occorre ricostruire l'albero successorio, identificare eredi legittimi o sconosciuti, oppure verificare se vi sia stata accettazione o rinuncia all'eredità. È utile a notai, avvocati, coeredi e creditori dell'eredità.
L'indagine fornisce dati anagrafici, codice fiscale e, nella maggior parte dei casi, la residenza degli eredi. Un'attività affine al rintraccio di persone, applicata però alla ricostruzione della successione.

Successione senza testamento e quote dei legittimari

Quando il defunto non lascia testamento si apre la successione legittima: l'eredità è ripartita tra gli eredi secondo le quote stabilite dalla legge in base al grado di parentela. In via generale:
  • Coniuge e un figlio: metà al figlio, metà al coniuge.
  • Coniuge e più figli: un terzo al coniuge, due terzi divisi tra i figli.
  • Solo figli: l'intero patrimonio diviso in parti uguali.
  • Senza figli: entrano in gioco coniuge, ascendenti e fratelli, secondo l'ordine di legge.
Anche in presenza di testamento, alcuni familiari — i legittimari (coniuge, figli, in certi casi ascendenti) — hanno diritto a una quota riservata che non può essere lesa (art. 536 e seguenti c.c.).

Donazioni e beni sottratti all'eredità

Spesso una parte del patrimonio "sparisce" prima della morte: donazioni occultate, vendite simulate a un erede o a terzi, beni intestati a prestanome. Sono manovre che riducono l'asse e penalizzano gli altri eredi. Il nostro lavoro è far emergere questi trasferimenti e documentarli, così che tu (e il tuo avvocato) possiate ricostruire l'eredità reale e tutelare i vostri diritti, anche nelle controversie civilistiche tra coeredi.
Questi elementi sono spesso decisivi sul piano legale: in molti casi le donazioni fatte in vita vanno riportate nell'asse (la cosiddetta collazione, art. 737 c.c.) per calcolare correttamente le quote — ma per farle valere servono prima le prove, ed è lì che interveniamo noi.

Chi può richiedere un'indagine successoria

Può rivolgersi a noi chiunque abbia un interesse legittimo nella successione: eredi e coeredi che vogliono conoscere l'esatta consistenza del patrimonio o verificare beni omessi; avvocati e notai che necessitano di accertamenti documentali per la pratica successoria; creditori dell'eredità che devono individuare i beni o gli eredi su cui rivalersi. In tutti questi casi forniamo un supporto riservato e una relazione spendibile in sede legale.
Le indagini sono particolarmente utili quando i rapporti tra coeredi sono conflittuali, quando si sospetta che qualcuno abbia sottratto o nascosto beni, o quando semplicemente la documentazione lasciata dal defunto è frammentaria e non consente di ricostruire da soli il quadro completo.

Come lavoriamo

Ogni incarico segue un percorso chiaro e riservato:
  • 1. Consulenza iniziale gratuita — analizziamo il caso e cosa è possibile ottenere.
  • 2. Definizione dell'obiettivo — beni, conti, eredi: stabiliamo cosa accertare.
  • 3. Preventivo trasparente — costi concordati in anticipo, tariffario Prefettura di Torino.
  • 4. Indagine — incrocio di fonti ufficiali e accertamenti investigativi.
  • 5. Relazione finale — documentata e utilizzabile dal tuo legale o notaio.

Perché scegliere EA Investigazioni

  • Esperienza dal 1994 in indagini patrimoniali e successorie.
  • Licenza prefettizia (art. 134 TULPS) e iscrizione FEDERPOL.
  • Relazioni utilizzabili in giudizio, raccolte nel rispetto della privacy.
  • Massima discrezione nelle delicate dinamiche familiari.
  • Supporto diretto ad avvocati e notai, preventivi gratuiti e trasparenti.
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Domande frequenti sull'asse ereditario

Cos'è esattamente l'asse ereditario?

È l'insieme di beni, diritti e obbligazioni del defunto che passano agli eredi con la successione: comprende sia l'attivo (immobili, conti, veicoli, quote) sia il passivo (debiti). La sua corretta determinazione è la base per dividere l'eredità.

Come si rintracciano i conti correnti di una persona defunta?

Tramite un'indagine bancaria sul de cuius, che individua i rapporti finanziari intestati al defunto anche presso istituti sconosciuti alla famiglia. Per avviarla è di norma sufficiente l'anagrafica del defunto.

È possibile trovare beni del defunto non dichiarati?

Sì. L'indagine patrimoniale ricostruisce immobili, conti, veicoli, quote societarie e beni in altre regioni o intestati a terzi, facendo emergere ciò che non risulta dalla documentazione disponibile.

Cosa fa il servizio di rintraccio eredi?

Ricostruisce l'albero successorio e individua gli eredi legittimi o sconosciuti, fornendo dati anagrafici, codice fiscale e residenza, e verificando eventuale accettazione o rinuncia all'eredità.

Le donazioni fatte prima della morte rientrano nell'eredità?

In molti casi sì, tramite la collazione (art. 737 c.c.): le donazioni a figli e coniuge vengono riportate idealmente nell'asse per calcolare le quote. Se una donazione lede la quota di legittima, l'erede può esperire l'azione di riduzione.

La relazione investigativa è valida in giudizio?

Sì. La relazione, raccolta legalmente da un'agenzia con licenza prefettizia, è utilizzabile nel processo civile a supporto di cause di divisione ereditaria e controversie tra coeredi.

Quanto costa un'indagine sull'asse ereditario?

Dipende dal tipo di accertamento (beni, conti, rintraccio eredi) e dalla complessità del caso. Forniamo sempre un preventivo gratuito e personalizzato dopo la prima consulenza, secondo il tariffario della Prefettura di Torino.