Chi ci chiama per una bonifica quasi sempre comincia con la stessa frase: «forse sono io che mi faccio i film». Poi racconta che in ufficio sanno cose dette a porte chiuse, che la batteria del telefono muore a metà giornata, che durante le telefonate si sente un fruscio che prima non c’era.

Una bonifica serve a chiudere quella domanda. Si controlla l’ambiente o il dispositivo con strumenti che vedono quello che l’occhio non vede, e alla fine si sa: o c’è qualcosa, e viene documentato, oppure non c’è, e anche quella è una risposta che vale i soldi spesi.
EA Investigazioni esegue bonifiche a Torino dal 1994, con licenza rilasciata dalla Prefettura ai sensi dell’art. 134 T.U.L.P.S. (n. 70166 del novembre 1994, oggi provvedimento n. 10091/2011). In questa pagina trova che cosa si controlla, i segnali che vale la pena prendere sul serio, quanto costa in cifre, come si svolge un intervento e che cosa le resta in mano alla fine.
Il primo colloquio è gratuito e riservato. Ci descrive la situazione, le diciamo con franchezza se una bonifica serve o se quello che ha notato ha una spiegazione più semplice. Se serve, riceve un preventivo scritto entro un’ora, con il tetto di spesa.

Parliamone senza impegno
Scriva su WhatsApp

Che cos’è una bonifica e quando ha senso farla

Bonificare vuol dire cercare, dentro un ambiente o dentro un apparecchio, i dispositivi e i programmi installati per ascoltare, riprendere o seguire qualcuno a sua insaputa. Non è un controllo generico della sicurezza: è una ricerca mirata, con strumenti che rilevano quello che un’ispezione a occhio non trova.
Ha senso farla quando c’è un fatto concreto, non solo una sensazione: informazioni riservate che escono, una trattativa che la controparte sembra conoscere in anticipo, una separazione conflittuale in corso, un’auto lasciata in officina o in mano a terzi per qualche giorno.

Bonifica ambientale

Riguarda gli spazi: abitazione, ufficio, sala riunioni, magazzino. Si cercano microspie audio, microtelecamere, registratori nascosti e trasmettitori, compresi quelli che restano spenti e si accendono solo quando c’è voce. Il dettaglio sta nella pagina sulle bonifiche ambientali da microspie.

Bonifica del telefono

Riguarda lo smartphone: applicazioni di controllo installate da chi ha avuto il telefono in mano, profili di configurazione aggiunti, permessi concessi senza accorgersene. È il caso più frequente in assoluto, e quasi mai è opera di un professionista: nella maggior parte dei casi è una persona vicina. Ne parliamo nella pagina sulle bonifiche dei cellulari.

Bonifica dell’auto

Riguarda il veicolo: localizzatori satellitari applicati sotto la scocca o collegati alla presa diagnostica, microfoni nell’abitacolo. È il controllo che si chiede più spesso durante una separazione, e anche quello che più facilmente si scopre da soli guardando nei posti giusti.

I segnali che vale la pena prendere sul serio

Nessuno di questi segnali, da solo, dimostra qualcosa. Contano quando sono più d’uno insieme e quando sono cominciati tutti nello stesso periodo.

In casa o in ufficio

  • argomenti trattati a porte chiuse che tornano indietro da persone che non c’erano;
  • una presa, un rilevatore di fumo o una ciabatta che qualcuno ha sostituito senza che nessuno l’abbia chiesto;
  • tracce di lavoro recente su battiscopa, controsoffitti o placche elettriche;
  • accesso di manutentori non previsti, o chiavi consegnate e mai restituite.

Sul telefono

  • la batteria cala molto più in fretta di prima, senza che sia cambiato l’uso;
  • il telefono resta tiepido anche da fermo e con lo schermo spento;
  • consumo di dati mobili cresciuto senza motivo;
  • applicazioni che non ricorda di aver installato, o un profilo di configurazione che non ha messo lei;
  • il dispositivo è rimasto in mano a un’altra persona per qualche minuto in un momento delicato.

In auto

  • l’altra persona sa dove è stata senza che gliel’abbia detto;
  • una scatoletta magnetica nel passaruota, sotto il paraurti o nel vano motore;
  • un apparecchio infilato nella presa diagnostica sotto il volante;
  • la batteria dell’auto si scarica quando resta ferma qualche giorno.
Una cosa da sapere prima di chiamare chiunque. Se pensa che il telefono sia controllato, non ne parli da quel telefono e non lo lasci nella stanza in cui ne discute. Se il sospetto riguarda un ambiente, non cerchi la microspia da solo: trovarla e staccarla avvisa chi l’ha messa e cancella la possibilità di documentare il fatto.

Quanto costa una bonifica a Torino

Diffidi di chi le dà un prezzo al telefono prima di aver capito di che spazi si tratta, ma diffidi anche di chi non le dice nessun numero. I nostri riferimenti sono questi, e sono gli stessi del tariffario completo nella pagina su quanto costa un investigatore privato a Torino.
InterventoDurata tipicaCosto orientativo
Bonifica ambientale da microspie2-4 orecirca 500 € a stanza
Bonifica di uno smartphonevariabilecirca 600 €
Spostamenti, anche in cittàa chiamata0,87 € al chilometro per ogni veicolo

Perché una bonifica non si conta a ore

Un’indagine si paga a ore, una bonifica no, e la differenza sta in quello che entra dalla porta insieme all’operatore. Nel prezzo ci sono la strumentazione, che costa decine di migliaia di euro e va tarata e aggiornata, il tempo del sopralluogo preliminare, la relazione tecnica firmata, e il fatto che l’intervento lo fa una persona formata su quegli apparecchi. Per questo un controllo di tre ore non costa tre volte un’ora: la parte fissa pesa più del tempo.
Il riferimento è di circa 500 € a stanza: un appartamento o una sede con più uffici costano in proporzione al numero di ambienti. Il prezzo sale anche quando gli spazi sono molto grandi, l’edificio è complicato o serve più di un operatore. Il preventivo è scritto, indica un tetto di spesa e le arriva entro un’ora dal colloquio.

Che cosa fa salire il conto

  • La superficie e il numero di stanze. Un monolocale e una sede con otto uffici non sono lo stesso lavoro.
  • La quantità di apparecchi elettronici presenti: ogni dispositivo va escluso uno per uno, e in un ufficio pieno di prese multiple ci vuole più tempo.
  • L’orario. Molte bonifiche aziendali si fanno fuori orario o di sabato per non farsi notare dai dipendenti, e questo incide.
  • La distanza, al rimborso di 0,87 € al chilometro per ogni veicolo.
  • Il documento finale: una risposta per lei costa meno di una relazione pensata per finire in causa.

Perché il prezzo più basso spesso non è una bonifica

Una bonifica seria si misura in ore e in strumenti. Chi passa in mezz’ora con un rilevatore da poche decine di euro comprato online sta facendo un gesto, non un controllo: quegli apparecchi reagiscono al telefono in tasca e non vedono niente di ciò che trasmette a intermittenza o registra senza trasmettere. Se un preventivo non dice quante ore dura l’intervento e che cosa viene controllato, il numero in fondo non vuol dire niente.

Come si svolge un intervento, passo per passo

1. Il colloquio, lontano dal luogo sospetto

Ci si sente da un telefono diverso o ci si vede in ufficio. Serve a capire chi potrebbe avere avuto accesso, quando, e che cosa esattamente è uscito. È la parte che fa risparmiare ore sul campo.

2. L’arrivo, senza dare nell’occhio

Arriviamo in borghese, con attrezzatura in borse normali e, nelle aziende, con una motivazione plausibile concordata con lei. Chi ha installato qualcosa non deve sapere che stiamo guardando, altrimenti spegne tutto e il controllo diventa inutile.

3. Il controllo strumentale

Si analizzano le frequenze radio presenti nell’ambiente e si confrontano con quelle attese, si cercano le giunzioni elettroniche dentro pareti, mobili e oggetti anche quando l’apparecchio è spento, si controllano le linee e si ispezionano fisicamente i punti dove questi dispositivi vengono messi nel 90% dei casi: prese, ciabatte, rilevatori di fumo, lampade, cornici, sedute, controsoffitti.

4. L’esito, detto subito

Quello che troviamo glielo diciamo sul posto, prima di scrivere qualsiasi cosa, perché la decisione su come procedere è sua e a volte va presa nello stesso momento.

Ho trovato qualcosa: e adesso?

È la domanda che nessuno fa prima e tutti fanno dopo. La risposta cambia parecchio a seconda di cosa vuole ottenere.
  • Se vuole solo che finisca: il dispositivo si rimuove e la stanza torna pulita. È la strada più rapida, ma si rinuncia a dimostrare chi l’aveva messo.
  • Se vuole usarlo: l’apparecchio si lascia dov’è e si documenta la situazione così com’è, con fotografie, posizione e stato. Intercettare qualcuno senza consenso è un reato, e la prova del fatto serve a chi deve denunciare o difendersi in una causa civile.
  • In azienda: prima di parlarne in riunione conviene sapere chi aveva accesso a quella stanza. Una comunicazione affrettata avvisa la persona sbagliata.
In entrambi i casi la scelta la fa lei, e noi diciamo per tempo che cosa si guadagna e che cosa si perde con ciascuna. Se la vicenda ha un seguito legale, ne parliamo direttamente con il suo avvocato.

Che cosa le resta in mano alla fine

  • una relazione tecnica scritta e firmata, con data, ambienti controllati, metodo seguito ed esito;
  • la documentazione fotografica di quanto rinvenuto, con la posizione esatta;
  • l’indicazione di che cosa il ritrovamento dimostra e che cosa non dimostra, scritta chiaramente;
  • i consigli pratici per non ritrovarsi nella stessa situazione fra sei mesi;
  • la disponibilità a testimoniare su quanto verificato, se il suo legale lo ritiene utile;
  • una fattura regolare, che in alcune cause rientra fra le spese ripetibili.

Che cosa non possiamo fare, e cosa non le promettiamo

Lo mettiamo per iscritto perché in questo settore si promette molto e si verifica poco.
  • Non possiamo ascoltare telefonate né leggere i messaggi di nessuno, nemmeno per dimostrare che qualcun altro lo sta facendo.
  • Non possiamo entrare in un’abitazione o in un ufficio senza il consenso di chi ne dispone: la bonifica la chiede chi ha titolo su quel luogo.
  • Non possiamo accedere a conti correnti né a dati sanitari.
  • Non possiamo installare localizzatori su veicoli che non appartengono al cliente.
  • Non le diciamo con certezza chi ha messo un dispositivo: possiamo documentare che c’è, dov’era e come funziona. Il nome esce, quando esce, da chi aveva accesso a quel luogo, ed è un lavoro investigativo diverso.
  • Non garantiamo che non ci sia più nulla per sempre: una bonifica fotografa il momento in cui viene fatta. Se l’accesso resta aperto alle stesse persone, il problema può tornare.
Su che cosa un investigatore autorizzato può e non può fare in generale abbiamo scritto una pagina apposta: cosa può fare un investigatore privato.

Quando una bonifica non serve

  • Se l’unico elemento è la batteria che dura meno: dopo due anni la batteria dura meno e basta.
  • Se quello che teme è un accesso ai suoi account e non un ascolto: lì si cambiano le password e si attiva la verifica in due passaggi, non si bonifica una stanza.
  • Se ha già staccato tutto e buttato via il dispositivo: non c’è più niente da documentare, e una bonifica successiva dirà solo che adesso è pulito.
  • Se l’ambiente è un luogo pubblico o uno spazio condiviso con altri: il controllo si può fare, ma non tiene nel tempo.

Le bonifiche per le aziende

Per un’impresa il problema non è quasi mai la curiosità di un privato: è un’informazione che vale soldi. Un’offerta che arriva sistematicamente più bassa di poco, un cliente storico che passa alla concorrenza subito dopo una trattativa, un progetto che compare altrove.

Quando conviene farla a calendario

Prima di una trattativa importante, prima di un consiglio di amministrazione delicato, dopo lavori di ristrutturazione o manutenzione, e quando un dipendente con accesso agli uffici se ne va in cattivi rapporti. Alcune aziende la fanno due volte l’anno sulle sole sale riunioni: costa poco e toglie il problema dal tavolo.

Come si lega alle altre verifiche

La bonifica dice che cosa c’è nella stanza, non chi l’ha portato. Quando serve capire anche quello, il lavoro prosegue sul piano investigativo: se ne occupa la sezione sulle indagini aziendali, e nei casi in cui il sospetto riguarda un ex collaboratore che si è portato via clienti o progetti, la pagina sulla violazione dei patti di non concorrenza.

Il telefono controllato in una separazione

Una parte consistente delle richieste arriva da persone in via di separazione che si accorgono di essere seguite nei movimenti o nelle conversazioni. Vale la pena dire due cose senza giri di parole.
La prima: installare un’applicazione di controllo sul telefono di un’altra persona è un reato anche fra coniugi, e anche conoscendo la password. La seconda: se sta pensando di farlo lei per dimostrare un tradimento, quello che raccoglierebbe non solo non vale in causa, ma si ritorce contro chi l’ha raccolto. La strada che regge è un’altra, ed è quella descritta nella pagina sull’infedeltà coniugale e, più in generale, nelle investigazioni private.
Ha il sospetto di essere ascoltato?
Il primo colloquio è gratuito e riservato, e lo facciamo da un telefono sicuro o di persona. Le diciamo se una bonifica serve davvero, e se non serve glielo diciamo lo stesso. Preventivo scritto entro un’ora.

Richieda un colloquio
WhatsApp 339 486 2475

Perché scegliere EA Investigazioni

  • Dal 1994 a Torino: 32 anni di attività continuativa e oltre 2.500 casi seguiti.
  • 5,0 su Google con oltre 110 recensioni di persone che ci hanno affidato un caso.
  • Licenza art. 134 T.U.L.P.S., Prefettura di Torino: le relazioni sono utilizzabili in giudizio.
  • Socio Federpol, la federazione nazionale degli istituti di investigazione privata.
  • Interveniamo di persona, con operatori nostri: la bonifica non viene appaltata a terzi.
  • Primo colloquio gratuito e preventivo scritto entro un’ora, con tetto di spesa.

Come verificare chi siamo

Prima di far entrare qualcuno in casa o in ufficio è giusto poter controllare con chi si ha a che fare. Questi dati sono pubblici e verificabili:
  • Licenza art. 134 T.U.L.P.S. n. 70166 del novembre 1994, oggi provvedimento n. 10091/2011, Prefettura di Torino;
  • Titolare Elio Albertacci, socio Federpol, la federazione italiana degli istituti di investigazione;
  • 32 anni di attività e oltre 2.500 casi seguiti, dal 1994 a oggi;
  • Voto 5,0 su Google con oltre 110 recensioni: si possono leggere qui, una per una;
  • P. IVA 06814920010, sede in Corso Luigi Einaudi 43 a Torino.
I nomi dei clienti e i casi seguiti non li pubblichiamo, ed è la stessa riservatezza che vale per chi ci incarica. Il primo colloquio è gratuito e il preventivo scritto arriva entro un’ora, al 339 48 62 475.

Dove interveniamo

La sede è a Torino, in Corso Luigi Einaudi 43, zona Crocetta. Lavoriamo su tutta la città e la provincia, da Moncalieri a Rivoli a Settimo, e ci spostiamo nel resto del Piemonte quando il caso lo richiede, con il rimborso di 0,87 € al chilometro per ogni veicolo. Per gli interventi urgenti fuori orario si concorda al momento. Trova il quadro completo dei servizi nella pagina dell’investigatore privato a Torino.

Domande frequenti

Quanto costa una bonifica da microspie a Torino?

Una bonifica ambientale dura di norma dalle 2 alle 4 ore e costa circa 500 € a stanza (un’auto da 600 a 1.000 €, un telefono circa 600 €), con il rimborso di 0,87 € al chilometro per veicolo, anche in città. Nel prezzo sono compresi la strumentazione, il sopralluogo, la relazione tecnica firmata e la documentazione fotografica: non ci sono voci aggiunte alla consegna. Il preventivo scritto, con il tetto di spesa, le arriva entro un’ora dal colloquio.

Quanto dura l’intervento e devo esserci io?

Dalle 2 alle 4 ore per un ambiente di media dimensione. La sua presenza non è necessaria per tutta la durata, ma serve almeno all’inizio per farci entrare e indicarci i punti che la preoccupano, e alla fine per sentire l’esito.

Se ne accorge chi ha messo la microspia?

Non da noi. Arriviamo senza segni di riconoscimento e la ricerca non produce rumore né segnali percepibili. Il rischio di farsi scoprire nasce dopo, se il dispositivo viene rimosso o spostato: per questo la decisione su cosa fare del ritrovamento si prende insieme, prima di toccarlo.

I rilevatori che si comprano online funzionano?

Per la maggior parte no, o almeno non per quello che promettono. Reagiscono a qualunque segnale, compreso il telefono in tasca, e non rilevano i dispositivi che trasmettono solo a intervalli o che registrano senza trasmettere. Servono a sentirsi più tranquilli, non a sapere.

Posso far controllare il telefono di mio marito o di mia moglie?

No. Si bonifica il proprio dispositivo, o quello aziendale con il consenso di chi ne dispone. Accedere al telefono di un’altra persona è un reato anche fra coniugi e anche conoscendo la password.

Se trovate qualcosa, mi dite chi è stato?

Documentiamo che c’è, dov’era e come funziona. Il nome di chi l’ha installato non esce quasi mai dall’apparecchio: si ricostruisce da chi aveva accesso a quel luogo in quel periodo, ed è un’indagine diversa che valutiamo insieme.

Cosa posso fare legalmente se trovo una microspia?

Intercettare qualcuno a sua insaputa è un reato, quindi la strada naturale è la denuncia, e la nostra relazione con la documentazione fotografica serve proprio a quello. In parallelo il fatto può pesare in una causa civile in corso. La scelta la fa lei, di solito insieme al suo avvocato.

La bonifica vale come prova?

La relazione redatta da un’agenzia autorizzata ex art. 134 T.U.L.P.S. è un documento con data certa, firmato da una persona identificabile che può essere chiamata a deporre. È questo che la rende utilizzabile, più della fotografia in sé.

Ogni quanto conviene ripeterla in azienda?

Dipende da chi entra in quegli spazi. Dove l’accesso è controllato basta una volta l’anno, o prima degli appuntamenti delicati; dove passano manutentori e fornitori esterni ha senso ogni sei mesi sulle sole sale riunioni, che è anche la soluzione meno cara.

Intervenite anche fuori Torino?

Sì, su tutta la provincia e nel resto del Piemonte, con il rimborso chilometrico di 0,87 € per ogni veicolo. Per le distanze maggiori le diciamo al colloquio se l’intervento ha senso economicamente o se conviene rivolgersi a qualcuno più vicino.

Quanto costa il primo contatto?

Nulla. Il colloquio preliminare è gratuito e riservato anche se poi decide di non affidarci l’incarico, e quello che ci racconta resta fra noi in ogni caso.