Investigazioni private a Torino
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Chi ci telefona quasi mai dice «vorrei un investigatore». Dice che sono tre mesi che non dorme, che i conti di casa non tornano, che il figlio è cambiato e non sa perché. L’indagine viene dopo. Prima c’è un dubbio che si è preso troppo spazio.
Le investigazioni private servono a trasformare quel sospetto in qualcosa di verificabile, e a metterlo per iscritto in una forma che regga anche davanti a un giudice. A volte il risultato conferma il timore. Altre volte lo smonta, e quella è la telefonata più bella che facciamo.
EA Investigazioni lavora a Torino dal 1994, con licenza rilasciata dalla Prefettura ai sensi dell’art. 134 T.U.L.P.S. (n. 70166 del novembre 1994, oggi provvedimento n. 10091/2011). In questa pagina trova cosa sono davvero le indagini private, in quali casi hanno senso, che cosa un investigatore può fare e che cosa gli è vietato, quanto costano in cifre e che cosa le arriva in mano alla fine.
Il primo colloquio è gratuito e riservato. Ci racconta la situazione, le diciamo con franchezza se un’indagine serve o se sta per spendere dei soldi inutilmente. Se serve, riceve un preventivo scritto entro un’ora, con il tetto di spesa già indicato.
Che cosa sono le investigazioni private
Un’investigazione privata è la raccolta di elementi di fatto su richiesta di un privato cittadino, di un’azienda o di un avvocato, svolta da chi ha una licenza per farlo. Alla fine del lavoro lei non riceve un’opinione, riceve una relazione investigativa: un documento datato che descrive cosa è stato osservato, quando, dove, e con quali riscontri fotografici o video.
La differenza con il «fai da te» sta tutta lì. Un messaggio letto di nascosto sul telefono di un’altra persona non vale come prova, e per giunta è un reato che in causa si ritorce contro chi l’ha raccolto. Una relazione redatta da un investigatore autorizzato entra invece nel fascicolo e il giudice la valuta insieme al resto.
Chi può svolgere indagini private in Italia
Solo chi è autorizzato dalla Prefettura. I requisiti sono fissati dal D.M. 269/2010, che stabilisce titoli di studio, esperienza documentata, capacità tecnica e requisiti di onorabilità, e impone la tenuta di un registro degli incarichi. Non è una formalità burocratica. È la ragione per cui il lavoro di un’agenzia regolare ha valore in giudizio e quello di un conoscente «che se ne intende» non ne ha nessuno.
Investigazioni private, indagini difensive, informazioni commerciali
Sono tre mestieri diversi che spesso vengono confusi. Le investigazioni private riguardano i rapporti fra persone e famiglie e servono quasi sempre in sede civile. Le informazioni commerciali riguardano la solidità di un’impresa e si costruiscono su fonti documentali. Le indagini in ambito penale seguono regole proprie e sono materia degli avvocati e dei loro consulenti. Quando riceviamo una richiesta che non rientra nel nostro ambito, lo diciamo subito invece di accettare l’incarico.
Quando serve davvero un investigatore privato
In oltre trent’anni di lavoro i casi che arrivano si concentrano su poche situazioni ricorrenti. Le mettiamo in fila, perché riconoscersi in una di queste è già metà della risposta.
Separazione, divorzio, addebito
Il sospetto di un tradimento è il motivo più frequente, e quasi sempre la posta in gioco non è sentimentale ma economica. Quello che emerge da un’indagine per infedeltà coniugale pesa sull’addebito della separazione e, di riflesso, su quanto si versa ogni mese.
Assegno di mantenimento sproporzionato
Chi dichiara di non poter pagare e intanto tiene un tenore di vita che racconta un’altra storia, oppure chi riceve un assegno e convive stabilmente con un nuovo partner senza dirlo. Il lavoro consiste nel documentare le abitudini reali, l’attività lavorativa anche informale e i beni utilizzati: è il campo della revisione dell’assegno di mantenimento.
Figli, affidamento e comportamenti a rischio
Frequentazioni che preoccupano, assenze da scuola, un genitore che durante i suoi giorni lascia i bambini a qualcun altro. Il materiale raccolto serve a chi deve decidere sull’affidamento dei figli, e quando la preoccupazione riguarda il ragazzo e non l’altro genitore si lavora come descritto nella pagina sul controllo dei minori.
Soldi che non si trovano
Un debitore che dichiara di non avere nulla mentre continua a vivere come prima. Prima di avviare una causa o un pignoramento ha senso sapere se esiste qualcosa da aggredire, altrimenti si paga un procedimento per arrivare a mani vuote. È il campo delle indagini patrimoniali.
Persone che non si fanno più sentire
Un familiare scomparso, un vecchio recapito che non risponde, un erede da rintracciare per una successione, un debitore irreperibile. È la ricerca di persone.
Relazioni nate online che chiedono soldi
Una persona conosciuta in rete, mai incontrata di persona, che a un certo punto ha un’emergenza e chiede un bonifico. Verificare che esista davvero costa molto meno di quello che rischia di perdere: ne parliamo nella pagina sulle truffe sentimentali online.
Accanto a questi ci sono i casi che riguardano le imprese, dall’assenteismo alla concorrenza sleale, che trattiamo nella sezione sulle indagini aziendali.
Che cosa può fare un investigatore, e che cosa non può fare
Questa è la parte che quasi nessuno mette per iscritto, ed è quella che dovrebbe leggere per prima. Un investigatore privato non ha poteri di polizia. Ha il diritto di osservare e documentare ciò che accade in luoghi pubblici o aperti al pubblico, e tratta i dati personali entro i limiti del Regolamento UE 679/2016 e del provvedimento del Garante sulle investigazioni.
Quello che possiamo fare
- osservare e seguire una persona in strada, in un locale, in un parcheggio;
- documentare con fotografie e video ciò che è visibile da luoghi pubblici;
- consultare registri e banche dati pubbliche accessibili per legge;
- identificare persone, veicoli, indirizzi e abitudini ricorrenti;
- ricostruire la presenza di un’attività lavorativa non dichiarata;
- redigere una relazione utilizzabile in sede giudiziale ed essere chiamati a deporre su quanto abbiamo visto.
Quello che nessun investigatore regolare può fare
Se qualcuno glielo promette, quella è l’agenzia da cui andarsene.
- ascoltare telefonate o leggere messaggi, chat ed e-mail altrui;
- entrare in un’abitazione o in una proprietà privata;
- accedere a conti correnti, cartelle cliniche e dati sanitari;
- installare localizzatori su veicoli che non appartengono al cliente;
- riprendere l’interno di un’abitazione, anche dall’esterno;
- raccogliere informazioni su salute, orientamento sessuale, opinioni politiche, religiose o sindacali.
Sembra un elenco di limiti, ed è invece la ragione per cui quello che le consegniamo tiene. Una prova raccolta violando la legge non serve a niente in causa e crea un problema nuovo a chi l’ha commissionata. Abbiamo dedicato una pagina intera a questo confine: cosa può fare un investigatore privato.
Quanto costa un’indagine privata a Torino
Diffidi di chi le dà un prezzo al telefono prima di aver capito il caso, ma diffidi anche di chi non le dice nessun numero. I nostri sono questi.
La tariffa di base
65 € all’ora per operatore, più 0,87 € al chilometro per ogni veicolo quando l’incarico richiede spostamenti. Il minimo è di quattro ore continuative, quindi 260 € di sola attività sul campo; con il rimborso chilometrico e la relazione, un accertamento breve completo parte da circa 400 €. Tre uscite da quattro ore, che è la misura tipica di un primo incarico, sono 780 € di attività.
Quanto costa, per tipo di indagine
| Tipo di indagine | Costo indicativo |
|---|---|
| Infedeltà coniugale | da 800 € a 1.500 € |
| Controllo di un minore | da 600 € a 1.000 € |
| Falsa malattia di un dipendente | da 400 € a 900 € |
| Abuso dei permessi legge 104 | da 600 € a 1.200 € |
| Bonifica ambientale da microspie | da 500 € a 800 € |
| Indagine patrimoniale documentale | da 200 € |
Sono intervalli, non un listino da supermercato: dentro ci sta la differenza fra un caso circoscritto e uno che si allarga. Gli importi completi, aggiornati e spiegati voce per voce, sono nella pagina su quanto costa un investigatore privato a Torino.
Che cosa fa salire il conto
- Le ore inutili. Un sospetto circoscritto a due sere si chiude in fretta; «segua mio marito e vediamo» può durare settimane e costare tre volte tanto.
- Il numero di operatori. Seguire una persona in centro a Torino con una sola auto spesso non è possibile, e con un secondo operatore (e una seconda auto) la tariffa diventa 80 € l’ora per tutti e due, non il doppio.
- La distanza. Oltre alla trasferta a 0,87 € al chilometro per veicolo, gli spostamenti lunghi consumano ore che non producono riscontri.
- Il tipo di documento finale. Una risposta per lei costa meno di un fascicolo destinato a un procedimento civile, che richiede una ricostruzione più rigorosa.
Perché il preventivo più basso è quasi sempre il più caro
Un’indagine costa meno solo in due modi: meno ore sul campo, o meno riscontri raccolti. Poi però quella relazione deve reggere davanti al giudice. Se non regge, lei non ha risparmiato 400 €: ha pagato 700 € per un documento che non ha spostato nulla, e la causa la deve rifare da capo. È per questo che nel nostro preventivo trova scritte le ore previste, non solo il totale.
Come si legge un preventivo investigativo
Se sta confrontando più agenzie, sono quattro le righe da cercare. Se in un preventivo mancano, il prezzo scritto in fondo non vuol dire niente.
- Le ore previste e la tariffa oraria, separate dal totale. Un «pacchetto infedeltà 900 €» senza ore dichiarate può valere sei ore come dodici.
- Il tetto di spesa, cioè la cifra oltre la quale nessuno prosegue senza chiederle il permesso per iscritto.
- Che cosa è compreso: relazione, fotografie, video, eventuale deposizione. La testimonianza in causa è la voce che più spesso viene lasciata fuori e fatta pagare dopo.
- Chi firma. Il numero della licenza prefettizia e il nome del titolare devono essere sul documento.
Perché una relazione investigativa vale davanti a un giudice
La domanda che ci fanno più spesso è «poi il giudice ci crede?». La risposta onesta è che il giudice non crede, valuta. E la valutazione parte da presupposti diversi a seconda di chi ha raccolto il materiale.
Una relazione prodotta da un’agenzia autorizzata ex art. 134 T.U.L.P.S. porta con sé tre cose che una fotografia arrivata su WhatsApp da un amico non ha: un soggetto identificabile e responsabile, una data certa, un metodo verificabile. L’investigatore può essere chiamato a deporre e a rispondere di quello che ha scritto. È questo che rende il documento utilizzabile, più della qualità delle immagini.
Indizi, non verdetti
Nel processo civile il giudice può fondare la sua decisione anche su presunzioni, purché gravi, precise e concordanti. Tradotto: un incontro fotografato una sera vale poco, sei serate con lo stesso schema e la stessa persona valgono molto. Il nostro lavoro è costruire quella ripetizione, non il colpo di scena.
Perché consegniamo anche quello che non le fa comodo
Il materiale che le diamo è completo e non selezionato a suo favore. Un fascicolo costruito solo con ciò che conviene si sgretola alla prima contestazione della controparte, e a quel punto perde credibilità tutto il resto.
Che cosa riceve in mano alla fine
- una relazione scritta e firmata, con cronologia giorno per giorno, luoghi, orari e persone identificate;
- il materiale fotografico e video datato, consegnato integrale su supporto;
- l’indicazione di che cosa quel materiale dimostra e che cosa non dimostra, scritta nero su bianco;
- la disponibilità a testimoniare su quanto documentato, se il suo avvocato lo ritiene utile;
- una fattura regolare, che in molte cause rientra fra le spese ripetibili.
Come lavoriamo, dal primo colloquio alla relazione
1. Il colloquio
Gratuito, in ufficio o al telefono. Serve a capire che cosa le serve dimostrare e se è dimostrabile. Capita spesso di dire a una persona che non ha bisogno di noi.
2. Il mandato e il preventivo
Per iscritto, con l’obiettivo dell’indagine, le ore previste, la durata e il tetto di spesa. Senza mandato firmato non si comincia, perché la legge lo impone all’agenzia prima ancora che al cliente.
3. L’indagine
La conduce una squadra coordinata da Elio Albertacci. Lei riceve aggiornamenti mentre il lavoro procede, non solo alla fine: se dopo tre uscite è chiaro che non c’è nulla, glielo diciamo e ci fermiamo lì.
4. La relazione
Documento scritto con cronologia, riscontri fotografici e video e le nostre conclusioni. Se serve, ne parliamo direttamente con il suo avvocato.
Quanto tempo ci vuole
Un accertamento su un comportamento che si ripete a giorni fissi si chiude di solito in una o due settimane. Un’osservazione senza indicazioni di orario può richiedere un mese e produrre meno. Una verifica documentale su una persona o un patrimonio si chiude in pochi giorni. La relazione le arriva entro 48 ore dalla fine delle attività sul campo, e in caso di urgenza processuale anche prima.
Quando un investigatore non serve
Lo scriviamo perché ci fa risparmiare telefonate a entrambi, e perché è quello che diremmo comunque al colloquio.
- Se quello che vuole è una conferma emotiva e non un documento da usare, un’indagine costa e non cura.
- Se l’unica prova possibile sta dentro un telefono o un conto corrente, nessuno può prendergliela legalmente.
- Se la causa è già decisa e il materiale arriverebbe fuori termine, prima si parla con l’avvocato e poi eventualmente con noi.
- Se il fatto da provare è già ammesso dalla controparte, pagare per documentarlo è denaro sprecato.
Riservatezza: che fine fanno i dati del suo caso
Chi ci affida un incarico ci consegna la parte più delicata della propria vita, e quasi nessuno pensa a chiedere dove finisce. Lo scriviamo noi.
Chi vede il fascicolo
Solo il titolare e gli operatori assegnati all’incarico, ciascuno per la parte che gli compete. Gli operatori sul campo conoscono il compito, non la storia che c’è dietro. Con il suo avvocato parliamo soltanto se è lei a chiedercelo.
Per quanto tempo restano i documenti
L’agenzia è tenuta a conservare il registro degli incarichi previsto dalla licenza prefettizia. Fotografie, video e materiale di lavoro vengono conservati per il tempo necessario a difendere il risultato in un eventuale giudizio, e poi cancellati. Il trattamento segue il Regolamento UE 679/2016, e lei può chiedere in ogni momento che cosa è stato raccolto sul suo conto.
Che cosa non facciamo mai
Non pubblichiamo nomi, casi o fotografie dei clienti, nemmeno mascherati. Non vendiamo dati a nessuno e non accettiamo incarichi da entrambe le parti della stessa vicenda.
Se è un avvocato e scrive per un suo assistito
Una parte del nostro lavoro arriva da studi legali di Torino e del Piemonte, in materia di separazione, mantenimento, affidamento e recupero del credito. Il rapporto funziona diversamente da quello con il privato.
Che cosa ci serve da lei
Il fatto da provare formulato come lo scriverebbe in atti, il termine processuale entro cui il materiale le serve, e i limiti che vuole vengano rispettati. Su quella base costruiamo l’attività, non il contrario.
Che cosa le consegniamo
Una relazione ordinata per date e fatti, con il materiale numerato e richiamabile in atti, la fattura intestata a chi indica lei o al suo assistito, e la disponibilità del titolare a essere sentito come testimone su quanto documentato.
Le parole che sentirà, spiegate in una riga
Mandato investigativo
L’incarico scritto e firmato in cui si dice chi indaga, su che cosa e per quale scopo lecito. Senza, l’agenzia non può iniziare.
Relazione investigativa
Il documento finale, datato e firmato, con la cronologia dei fatti osservati e i riscontri allegati.
Osservazione statica e dinamica
Statica è il presidio di un luogo, dinamica è il seguire una persona che si sposta. La seconda richiede più operatori e costa di più.
Tenore di vita
L’insieme dei comportamenti economici visibili, cioè dove abita, che auto usa, dove passa le vacanze. È il cuore delle indagini sul mantenimento, perché racconta quello che una dichiarazione dei redditi non dice.
Spese ripetibili
Le spese che il giudice può porre a carico della parte perdente. Perché una spesa investigativa possa rientrarci deve essere documentata da fattura e collegata a un fatto rilevante per la causa.
Che cosa portare al primo colloquio
Niente di formale. Bastano gli elementi che ha già in casa, e più sono precisi meno ore servono sul campo, quindi meno spende.
- nome, età e una fotografia recente della persona interessata;
- indirizzo di casa e di lavoro, targa e modello dell’auto;
- i giorni e le fasce orarie in cui il comportamento si ripete;
- che cosa le serve ottenere, detto in una frase (addebito, revisione dell’assegno, decisione personale);
- se c’è già un avvocato, il suo recapito.
Ha un dubbio che si porta dietro da troppo tempo?
Il primo colloquio è gratuito e riservato. Le diciamo con franchezza se un’indagine serve, e se non serve glielo diciamo lo stesso. Preventivo scritto entro un’ora, con il tetto di spesa.
Perché scegliere EA Investigazioni
- Dal 1994 a Torino: 32 anni di attività continuativa e oltre 2.500 casi seguiti.
- 5,0 su Google con 114 recensioni di persone che ci hanno affidato un caso.
- Licenza art. 134 T.U.L.P.S. n. 70166 del novembre 1994, oggi provvedimento n. 10091/2011, Prefettura di Torino: le relazioni sono utilizzabili in giudizio.
- Socio Federpol, la federazione nazionale degli istituti di investigazione privata.
- Primo colloquio gratuito e preventivo scritto entro un’ora, con tetto di spesa.
- Riservatezza. Non pubblichiamo né i nomi né i casi dei nostri clienti, ed è la stessa garanzia che diamo a lei.
Come verificare chi siamo
Prima di affidare un incarico delicato è giusto poter controllare con chi si sta parlando. Questi dati sono pubblici e verificabili:
- Licenza art. 134 T.U.L.P.S. n. 70166 del novembre 1994, oggi provvedimento n. 10091/2011, Prefettura di Torino;
- Titolare Elio Albertacci, socio Federpol, la federazione italiana degli istituti di investigazione;
- 32 anni di attività e oltre 2.500 casi seguiti, dal 1994 a oggi;
- Voto 5,0 su Google con oltre 110 recensioni: si possono leggere qui, una per una;
- P. IVA 06814920010, sede in Corso Luigi Einaudi 43 a Torino.
I nomi dei clienti e i casi seguiti non li pubblichiamo, ed è la stessa riservatezza che vale per chi ci incarica. Il primo colloquio è gratuito e il preventivo scritto arriva entro un’ora, al 339 48 62 475.
Dove operiamo
La sede è a Torino, in Corso Luigi Einaudi 43, zona Crocetta. Lavoriamo su tutta la città e la provincia, da Moncalieri a Rivoli a Chivasso, e ci spostiamo nel resto del Piemonte e fuori regione quando il caso lo richiede. Se cerca il riferimento locale, trova più dettagli nella pagina su come lavora un investigatore privato a Torino.
Domande frequenti
Le prove raccolte da un investigatore privato sono valide in tribunale?
Sì, se raccolte da un’agenzia autorizzata e nel rispetto dei limiti di legge. La relazione investigativa è un documento che il giudice valuta insieme al resto delle prove, e l’investigatore può essere chiamato a testimoniare. Materiale raccolto illecitamente non è utilizzabile e crea problemi a chi lo ha commissionato.
Quanto costa un investigatore privato a Torino?
La tariffa è di 65 € all’ora per operatore (80 € all’ora per una squadra di due), più 0,87 € al chilometro per ogni veicolo. Un’indagine per infedeltà si colloca di norma fra 800 € e 1.500 €, il controllo di un minore fra 600 € e 1.000 €, una verifica patrimoniale documentale parte da 200 €. Il preventivo scritto le arriva entro un’ora dal colloquio, con il tetto di spesa indicato.
La persona indagata viene a saperlo?
No. Il lavoro si svolge in modo da non essere percepito, ed è una condizione tecnica del servizio prima ancora che una cortesia. Se un’osservazione rischia di essere scoperta, la interrompiamo e la riprogrammiamo.
Quanto dura un’indagine per infedeltà?
Nella maggior parte dei casi bastano da tre a otto uscite mirate, concentrate nei giorni e negli orari in cui il comportamento si ripete. Un’indagine a tappeto senza indicazioni costa molto di più e rende molto meno, ed è il motivo per cui il colloquio iniziale conta tanto.
Posso far controllare il telefono o le chat di mio marito o mia moglie?
No, e nessuna agenzia regolare può farlo. Accedere alle comunicazioni di un’altra persona è un reato anche fra coniugi e anche conoscendo la password. Quello che si documenta legittimamente sono i comportamenti visibili in luoghi pubblici.
Potete rintracciare i conti correnti di una persona?
No. I rapporti bancari sono accessibili solo agli organi autorizzati e nell’ambito di un procedimento. Quello che possiamo fare è documentare beni, attività e tenore di vita, cioè gli elementi su cui il suo avvocato può poi chiedere al giudice i provvedimenti del caso.
Devo dirlo al mio avvocato?
Non è obbligatorio, ma conviene. Se sappiamo in che direzione va la causa, l’indagine si concentra su quello che serve davvero e lei spende meno. Lavoriamo abitualmente con studi legali di Torino e del Piemonte.
Il costo dell’indagine me lo rimborsa la controparte?
Può succedere. Le spese investigative documentate da fattura rientrano in alcuni casi fra quelle ripetibili, e la decisione spetta al giudice. Per questo consegniamo sempre fattura regolare e una relazione ordinata, anche quando il cliente non pensa ancora di arrivare in causa.
Come pago e quando?
Con acconto alla firma del mandato e saldo alla consegna della relazione, sempre con fattura. Non chiediamo pagamenti in contanti senza documento e non incassiamo nulla prima del colloquio.
Posso affidarvi un incarico se non vivo a Torino?
Sì. Il colloquio si può fare al telefono o in videochiamata e il mandato si firma a distanza. Quello che conta è dove si svolgono i fatti da documentare: se sono in Piemonte lavoriamo con i nostri operatori, se sono altrove le diciamo subito se possiamo seguirli e a quali condizioni, invece di accettare e poi fatturare trasferte.
Quanto costa il primo contatto?
Nulla. Il colloquio preliminare è gratuito e riservato anche se poi decide di non affidarci l’incarico, e quello che ci racconta resta fra noi in ogni caso.
