Un infortunio inventato o esagerato non è solo una scorrettezza: è un illecito che fa danni concreti. L’azienda paga uno stipendio senza prestazione e vede salire i premi INAIL; la compagnia assicurativa eroga un indennizzo non dovuto. In entrambi i casi serve una cosa sola per difendersi: la prova. EA Investigazioni, agenzia con licenza prefettizia attiva dal 1994, accerta in modo documentato la simulazione di infortuni — sul lavoro e in ambito assicurativo — e traduce gli accertamenti in una relazione investigativa utilizzabile in sede disciplinare e civile.

Sospetti che un infortunio sia simulato?
Accertiamo se l’infortunato svolge attività incompatibili con la lesione dichiarata e raccogliamo prove documentate, pronte per il tuo legale e utilizzabili in giudizio.

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Cos’è la simulazione di infortunio

Si parla di simulazione di infortunio quando un soggetto inventa un infortunio mai avvenuto oppure esagera o prolunga le conseguenze di un evento reale, allo scopo di ottenere un vantaggio: giorni di astensione retribuita, un’indennità INAIL, un risarcimento assicurativo. La condotta si presenta in due contesti principali, che richiedono approcci investigativi diversi ma lo stesso rigore nella raccolta delle prove: il falso infortunio sul lavoro e la frode assicurativa.

Il falso infortunio sul lavoro

È il caso più frequente: il dipendente dichiara un infortunio per assentarsi continuando, nei fatti, a svolgere attività fisiche o lavorative incompatibili con la lesione denunciata. Chi dichiara una frattura alla gamba ma viene documentato mentre fa sport, trasporta pesi o lavora per terzi, sta abusando del sistema a danno dell’azienda e dell’INAIL.
Per il datore di lavoro l’intervento di un investigatore privato è legittimo: rientra nei controlli difensivi ammessi dalla giurisprudenza, perché non sorveglia la prestazione lavorativa ma accerta una condotta illecita estranea ad essa. Lo abbiamo spiegato a proposito dei controlli difensivi secondo la Cassazione. Le conseguenze per il lavoratore sono pesanti: oltre al licenziamento per giusta causa, può configurarsi il reato di truffa (art. 640 c.p.), aggravata quando il danno colpisce un ente pubblico come l’INAIL.

La frode assicurativa

Nel ramo assicurativo la simulazione assume la forma del sinistro inventato o gonfiato: lesioni procurate o esagerate, invalidità dichiarate ma inesistenti, dinamiche di incidente costruite a tavolino. Il Codice penale punisce espressamente, all’art. 642 c.p., chi danneggia i propri beni assicurati o si procura lesioni per conseguire l’indennizzo. L’attività investigativa verifica che il comportamento reale dell’assicurato sia coerente con quanto dichiarato alla compagnia, documentando le incongruenze. Approfondiamo il tema nell’articolo dedicato all’indagine sulla frode assicurativa.

Come raccogliamo le prove

L’accertamento di una simulazione si fonda sull’osservazione diretta e documentata dei comportamenti del soggetto. I nostri strumenti:
  • Pedinamento e osservazione in luoghi pubblici, per verificare le reali capacità motorie e le attività svolte.
  • Documentazione fotografica e video datata, che fissa in modo oggettivo le condotte incompatibili con la lesione dichiarata.
  • Indagini su fonti aperte (OSINT) e social network, dove spesso compaiono foto e video che smentiscono l’inabilità dichiarata.
  • Acquisizione di testimonianze e ricostruzione documentale della dinamica.
Operiamo sempre nel rispetto del GDPR e del Codice privacy, secondo i principi di liceità, necessità e proporzionalità: una prova raccolta illegittimamente è inutilizzabile e dannosa per chi la produce.

La relazione investigativa come prova

Al termine dell’incarico consegniamo una relazione investigativa corredata di fotografie, video e annotazioni datate, idonea a essere prodotta in giudizio. A seconda del caso è utilizzabile nel procedimento disciplinare, nella causa di lavoro e nella controversia con la compagnia assicurativa; l’investigatore può inoltre essere chiamato a testimoniare sui fatti accertati. Si tratta di un tassello delle nostre più ampie indagini aziendali a tutela dell’impresa.

Indagini per simulazione infortuni a Torino

Siamo un’agenzia investigativa di Torino, con sede in Corso Luigi Einaudi 43 e licenza prefettizia dal 1994: assistiamo aziende, compagnie assicurative, studi legali e privati a Torino, in Piemonte e nel Nord Italia. La vicinanza sul territorio è decisiva in questo tipo di indagine, dove conta poter osservare direttamente e con tempestività i comportamenti del soggetto: i nostri investigatori privati a Torino conoscono il territorio e intervengono con rapidità e discrezione. Lavoriamo secondo il tariffario approvato dalla Prefettura di Torino, con un preventivo trasparente concordato prima di iniziare.
Difenditi dalle simulazioni con prove solide
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Come si parte: cosa ci serve, quanto dura, quanto costa

Sono le quattro domande che ci fanno tutti al primo contatto. Ecco le risposte, prima ancora di chiamarci.

1. Il caso è fattibile?

Raccontaci che cosa sospetti: la fattibilità la valutiamo noi, al primo colloquio, che è gratuito. Se le prove non si possono raccogliere in modo lecito e utile, te lo diciamo subito, prima di qualsiasi spesa.

2. Che cosa vi serve da me per partire?

  • il motivo: cosa ti fa dubitare dell’infortunio;
  • nome, cognome e data di nascita della persona;
  • la data dell’infortunio e cosa è stato dichiarato (per esempio che non può guidare o sollevare pesi);
  • una foto recente;
  • la targa dell’auto, se ne ha una;
  • l’indirizzo di casa; se non lo avete, il nostro primo passo è proprio rintracciarlo;
  • orari, turni e abitudini che conoscete.

3. Quanto dura l’indagine?

Un’indagine seria non dura meno di 3 giorni: un comportamento visto una volta sola vale poco, per un provvedimento disciplinare come in tribunale. Di solito si arriva a una settimana, al massimo due. Alla fine ricevi la relazione scritta, con foto e video, utilizzabile dal tuo avvocato o dal consulente del lavoro.

4. Quanto costa?

  • 1 investigatore: 65 € l’ora, minimo 4 ore di seguito;
  • squadra di 2 investigatori: 80 € l’ora;
  • 0,87 € al km per ogni auto impiegata.
Quanti investigatori servono lo decidiamo noi, caso per caso: dipende per esempio da quante uscite ha il palazzo o l’azienda (portone e cortile), se c’è una strada privata, se la persona si sposta in auto ma anche in pullman, car sharing, bici, moto o monopattino, se guida veloce, se è già stata pedinata o se si guarda spesso intorno. Con un investigatore solo, in questi casi, si rischia di perderla.
Con il minimo di 3 giornate da 4 ore si parte da 780 € con un investigatore, da 960 € con la squadra, più i km. Il preventivo è scritto e lo ricevi prima di partire: nessuna sorpresa a fine indagine. Lavoriamo a Torino, in tutto il Piemonte e nel Nord Italia, con la stessa tariffa oraria; le eventuali trasferte sono indicate a parte.

Cosa dicono di noi le aziende

Alcune recensioni lasciate su Google da chi ci ha affidato un caso aziendale, riportate parola per parola:
«Ho avuto il piacere di usufruire di un servizio investigativo aziendale fornito dall’Agenzia Investigativa EA Investigazioni e sono rimasta estremamente soddisfatta.»
Lia Lino, recensione Google
«Ci siamo rivolti a EA Investigazioni per un controllo su un caso di sospetto assenteismo tra i nostri dipendenti. Il team è stato professionale e discreto durante tutta l’indagine […]»
Enrico Dell’Aquila, recensione Google
Voto 5,0 su Google con oltre 110 recensioni: puoi leggerle tutte qui.

Come verificare chi siamo

Prima di affidare un incarico delicato è giusto poter controllare con chi si sta parlando. Questi dati sono pubblici:

  • Licenza art. 134 T.U.L.P.S. n. 70166 del novembre 1994, oggi provvedimento n. 10091/2011, Prefettura di Torino;
  • Titolare Elio Albertacci, socio Federpol, la federazione italiana degli istituti di investigazione;
  • 32 anni di attività e oltre 2.500 casi seguiti, dal 1994 a oggi;
  • Voto 5,0 su Google con oltre 110 recensioni: puoi leggerle qui, una per una;
  • P. IVA 06814920010, sede in Corso Luigi Einaudi 43 a Torino.

I nomi dei clienti e i casi seguiti non li pubblichiamo, è la stessa riservatezza che vale per te. Il primo colloquio è gratuito e il preventivo scritto arriva entro un’ora, al 339 48 62 475.

Domande frequenti sulla simulazione di infortuni

È legale far controllare un dipendente che si dichiara infortunato?

Sì. Il datore di lavoro può incaricare un’agenzia investigativa autorizzata per accertare un sospetto falso infortunio: rientra nei controlli difensivi ammessi dalla giurisprudenza, perché non verifica la prestazione lavorativa ma una condotta illecita estranea ad essa. La prova, se raccolta nel rispetto della legge, è utilizzabile in sede disciplinare e giudiziale.

Quali prove può raccogliere l’investigatore su un falso infortunio?

Attraverso pedinamenti e osservazione in luoghi pubblici, documentazione fotografica e video e indagini su fonti aperte e social network, l’investigatore documenta attività fisiche o lavorative incompatibili con la lesione dichiarata, fissando i fatti in modo oggettivo e datato.

Cosa rischia chi simula un infortunio sul lavoro?

Oltre al licenziamento per giusta causa, può rispondere del reato di truffa (art. 640 c.p.), aggravata quando il danno ricade su un ente pubblico come l’INAIL, ed eventualmente di falso. La relazione investigativa fornisce gli elementi a sostegno sia del provvedimento disciplinare sia dell’azione legale.

Cosa prevede la legge sulla frode assicurativa?

L’art. 642 del Codice penale punisce chi danneggia i propri beni assicurati o si procura o aggrava lesioni allo scopo di conseguire l’indennizzo. A questa fattispecie può aggiungersi la truffa ai danni della compagnia. L’indagine verifica la coerenza tra quanto dichiarato e il comportamento reale dell’assicurato.

Le prove raccolte sui social network sono valide?

Sì, se acquisite lecitamente da contenuti accessibili e nel rispetto del GDPR. Foto e video pubblicati dallo stesso soggetto possono dimostrare attività incompatibili con l’inabilità dichiarata e integrare il quadro probatorio, purché raccolti e documentati con metodo.

Chi può richiedere un’indagine per simulazione di infortunio?

Datori di lavoro e aziende, compagnie e periti assicurativi, studi legali e privati coinvolti in un contenzioso. L’incarico può essere conferito direttamente o tramite il proprio avvocato, con mandato scritto.

Quanto costa un’indagine per falso infortunio?

Un investigatore costa 65 € l’ora (minimo 4 ore), una squadra di due 80 € l’ora, più 0,87 € al km per ogni auto: poiché un’indagine seria dura almeno 3 giorni, si parte da 780 € (da 960 € con la squadra), più i km. Dopo una prima consulenza gratuita forniamo un preventivo personalizzato e trasparente, secondo il tariffario approvato dalla Prefettura di Torino, concordato prima di iniziare.

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