L’indagine sulla frode assicurativa: Capire, prevenire e affrontare

L’indagine sulla frode assicurativa: Capire, prevenire e affrontare

Frode assicurativa: cos’è, come si riconosce e come si accerta

A cura di Elio Albertacci, investigatore privato a Torino dal 1994.

Un tamponamento che nessuno ha visto, un colpo di frusta che guarisce proprio il giorno dopo il risarcimento, un infortunio sul lavoro che non impedisce di giocare a calcetto la domenica. La frode assicurativa ha tante forme e non danneggia soltanto la compagnia. La subiscono anche l’automobilista onesto accusato di un incidente mai avvenuto, l’azienda che paga un dipendente in finto infortunio e tutti gli assicurati, che la pagano con premi più alti. In questa pagina trovi cos’è una frode assicurativa, le forme più comuni, i segnali per riconoscerla e come si raccolgono prove che reggano davanti a un giudice.

Cos’è una frode assicurativa

È ogni comportamento con cui qualcuno cerca di ottenere da un’assicurazione un indennizzo che non gli spetta, o più alto di quello dovuto. Può voler dire inventare un sinistro, gonfiare un danno vero, simulare o esagerare una lesione, presentare documenti o testimoni falsi. La legge la punisce come reato (art. 642 c.p.), e chi la commette risponde anche dei danni verso chi ne è stato coinvolto.

Le forme più comuni

I falsi incidenti stradali

È la frode più diffusa. Si va dall’incidente dichiarato ma mai avvenuto, con un CID firmato tra conoscenti, al tamponamento provocato apposta con una frenata improvvisa, fino al sinistro in cui l’altro guidatore non c’era nemmeno. Ne abbiamo scritto in dettaglio nella guida sui falsi incidenti stradali e come smascherarli e in quella su come difendersi da un falso incidente.

Le lesioni gonfiate o inventate

Il colpo di frusta è il caso tipico, perché è difficile da smentire con un esame. Ma capita anche con fratture vecchie attribuite al sinistro nuovo, o con persone che dichiarano di non poter più lavorare e poi fanno una vita del tutto normale.

Il pedone che si butta sotto l’auto

Una persona che finge di essere stata urtata, spesso in un parcheggio o a bassa velocità, e chiede un risarcimento immediato o fa partire la pratica. L’abbiamo raccontato nell’articolo sul falso investimento del pedone.

Le carrozzerie compiacenti e le frodi organizzate

Dietro molti sinistri falsi c’è una rete: un’officina che gonfia i preventivi o certifica danni vecchi, un medico che firma certificati, testimoni che compaiono in più pratiche. Se ne parla negli articoli sulle carrozzerie compiacenti, sulle officine e i falsi incidenti organizzati e sul caso della carrozzeria di famiglia.

Il biglietto sul lunotto e i finti danni

Un biglietto lasciato sull’auto che dice «le ho urtato la macchina, mi chiami» e che porta a una richiesta di soldi per danni che non ci sono. Lo spieghiamo nell’articolo sulla truffa del biglietto sul lunotto.

Il finto infortunio sul lavoro

Qui a pagare è anche il datore di lavoro, con l’assenza del dipendente e i costi che ne seguono. Il caso si chiarisce osservando cosa fa la persona durante l’assenza. Trovi come lavoriamo nella pagina sulla simulazione di infortuni.

I segnali che devono far pensare a una frode

  • la dinamica raccontata non combacia con i danni sui veicoli;
  • i testimoni compaiono solo dopo, e magari sono gli stessi in altre pratiche;
  • le persone coinvolte si conoscono tra loro, o lavorano nella stessa officina;
  • la lesione dichiarata non corrisponde a quello che la persona fa nella vita di tutti i giorni;
  • la fretta: chi chiede di chiudere subito in contanti, senza passare dall’assicurazione;
  • i certificati medici arrivano sempre dagli stessi studi, a distanza di giorni dal fatto.

Come si accerta una frode

La prova che conta è quella che mostra la differenza tra ciò che viene dichiarato e ciò che succede davvero. Il lavoro dell’investigatore di solito parte dai documenti: la dinamica dichiarata, le foto dei danni, i nomi delle persone e dei testimoni. Poi si passa alle verifiche da fonti aperte e lecite, che spesso mostrano legami tra le persone coinvolte, altri sinistri simili, attività sui social in contrasto con la lesione dichiarata.

Quando il sospetto riguarda le condizioni fisiche, si osserva la persona nella vita di tutti i giorni, in luoghi pubblici: chi dichiara di non poter sollevare pesi e viene ripreso mentre scarica mobili, chi ha un collare in udienza e non in palestra. Tutto finisce in una relazione scritta, con foto e video datati, che l’avvocato può depositare nella causa.

Tutto si fa senza violare la privacy di nessuno: niente accessi a telefoni, niente GPS nascosti, niente registrazioni in luoghi privati. Una prova raccolta in modo illegale non serve a niente e rischia di ribaltare la causa.

Cosa fare se sei coinvolto in un sinistro sospetto

  1. Non firmare niente sul posto se la dinamica non ti convince, e non pagare in contanti per «chiudere la questione».
  2. Fotografa tutto: posizione dei veicoli, danni, targhe, persone presenti, luogo e ora.
  3. Annota chi c’era e chi arriva dopo come testimone.
  4. Informa la tua assicurazione e dille chiaramente che sospetti una frode.
  5. Parla con un avvocato prima di rispondere a richieste di risarcimento che ti sembrano gonfiate.

Come possiamo aiutarti

La nostra licenza comprende le investigazioni in ambito assicurativo. Lavoriamo quindi per le compagnie e i loro periti e liquidatori, che hanno bisogno di verificare un sinistro sospetto prima di pagarlo. Lavoriamo anche per privati e aziende che subiscono una frode e devono difendersi: l’automobilista accusato di un incidente che non ha causato, il datore di lavoro con un dipendente in infortunio sospetto, lo studio legale che segue la causa. A fine incarico consegniamo una relazione scritta utilizzabile in giudizio.

EA Investigazioni lavora a Torino e in tutto il Piemonte e il Nord Italia dal 1994, con licenza della Prefettura di Torino (n. 70166 del novembre 1994, oggi provvedimento n. 10091/2011). Le tariffe sono 65 euro l’ora con un investigatore, per un minimo di 4 ore, più 0,87 euro al chilometro. Il primo colloquio è gratuito e riservato: scrivici o chiama il 339 486 2475.

Domande frequenti

Cosa si rischia con una frode assicurativa?

È un reato previsto dall’art. 642 c.p., e chi la commette deve anche restituire quanto ottenuto e risarcire i danni a chi ne è stato coinvolto.

Come si dimostra un falso incidente?

Confrontando la dinamica dichiarata con i danni reali, verificando i legami tra le persone coinvolte e i testimoni, e documentando eventuali contraddizioni. Serve una relazione scritta che l’avvocato possa usare in causa.

Un investigatore può verificare se una lesione è finta?

Può documentare cosa fa la persona nella vita quotidiana, in luoghi pubblici e nel rispetto della privacy. Il giudizio medico spetta al medico legale, ma le immagini spesso sono decisive.

Mi hanno lasciato un biglietto sull’auto dicendo che l’ho urtata: cosa faccio?

Non pagare nulla in contanti, controlla e fotografa la tua auto, e passa sempre dall’assicurazione. Se la richiesta ti sembra strana, parlane con noi o con un avvocato.