Il cliente non paga: cosa fare prima di fare causa

Il cliente non paga: cosa fare prima di fare causa

A cura di Elio Albertacci, investigatore privato autorizzato dalla Prefettura di Torino dal 1994.

Quando un cliente non paga, prima di spendere in avvocati e tribunale conviene sapere due cose: dove si trova davvero il debitore e se ha qualcosa che si può pignorare. Una causa vinta contro chi non ha niente intestato è una carta in un cassetto. La strada di solito è questa: sollecito, diffida scritta, verifica del debitore, decreto ingiuntivo, pignoramento. Qui spieghiamo ogni passo, dove entra un’indagine, cosa si può accertare in modo lecito e cosa invece può chiedere solo l’avvocato.

Prima di tutto: cosa NON facciamo

Un’agenzia investigativa non recupera il credito al posto tuo. Il recupero crediti per conto di altri richiede un’altra licenza, quella dell’art. 115 del T.U.L.P.S., e lo fanno l’avvocato o le società autorizzate. Il nostro lavoro è la parte che viene prima: trovare il debitore e capire se è solvibile, così tu e il tuo legale decidete se vale la pena andare avanti.

I passi del recupero, in ordine

  1. Il sollecito. Una telefonata o una mail cortese. Molti ritardi si chiudono qui.
  2. La diffida scritta. Una lettera raccomandata o una PEC, meglio se dell’avvocato, con l’importo, la scadenza e l’avviso che si procederà per vie legali. Mette in mora il debitore e crea una data certa.
  3. La verifica del debitore. Prima di pagare un ricorso: dove abita davvero, dove lavora, cosa possiede. È qui che serve l’indagine.
  4. Il decreto ingiuntivo. Se il credito è provato per iscritto (fatture, contratto, riconoscimento di debito), l’avvocato chiede al giudice un’ingiunzione di pagamento.
  5. Il precetto e il pignoramento. Con il titolo esecutivo si intima il pagamento e, se non arriva, si pignorano i beni: lo stipendio, un immobile, un’auto, i crediti verso terzi.

Perché verificare il debitore prima della causa

Perché la causa costa, e il risultato dipende da cosa trovi dopo. L’art. 2740 del codice civile dice che il debitore risponde con tutti i suoi beni presenti e futuri: se i beni non ci sono, la sentenza non porta soldi. Con un accertamento fatto prima si sa:

  • se il debitore è ancora all’indirizzo che conosci o dove si è trasferito, così gli atti si notificano al primo colpo;
  • se lavora e per chi, perché lo stipendio è spesso il bene più facile da pignorare (ne parliamo in dove lavora il debitore);
  • se ha immobili, quote di società, veicoli intestati;
  • se negli ultimi tempi ha venduto o donato beni, magari a un parente.

Se il risultato è che il debitore non ha niente di aggredibile, spesso conviene fermarsi o cambiare strada, per esempio trattando un piano di rientro. È un risparmio, non un fallimento.

Cosa si può accertare, e cosa no

Si può accertare in modo lecitoNon si può, per un investigatore
Residenza e domicilio effettivoI conti correnti e i saldi bancari
Datore di lavoro e attività svoltaLe dichiarazioni dei redditi
Immobili e terreni intestatiI dati delle banche dati riservate
Cariche e quote in societàTabulati e movimenti bancari
Veicoli intestati
Protesti e atti pregiudizievoli

Ai rapporti bancari ci arriva il creditore con il suo avvocato, ma solo dopo aver ottenuto un titolo esecutivo. L’art. 492-bis del codice di procedura civile permette di chiedere all’ufficiale giudiziario la ricerca telematica dei beni da pignorare: è lui che consulta l’anagrafe tributaria, compreso l’archivio dei rapporti finanziari, e le banche dati degli enti previdenziali. Diffida di chiunque ti prometta di «trovare i conti» prima: lo spieghiamo nella pagina sui conti correnti del debitore.

Se il debitore ha svuotato il patrimonio

Succede: appena arriva la diffida, la casa passa al figlio o l’auto alla nuova compagna. In questi casi esiste l’azione revocatoria (art. 2901 c.c.): il creditore può chiedere al giudice di dichiarare quell’atto inefficace nei suoi confronti, se il debitore sapeva di danneggiarlo e, quando l’atto è a pagamento, se lo sapeva anche chi ha comprato. Attenzione ai tempi: l’azione si prescrive in cinque anni dalla data dell’atto (art. 2903 c.c.). Un’indagine fatta per tempo serve anche a scoprire questi passaggi di proprietà finché si è ancora in tempo.

Il debitore è sparito: cosa fare

Se non sai più dove abita, il primo lavoro è ritrovarlo. È un servizio a parte, con tempi e metodi suoi, che descriviamo nella pagina rintraccio debitori. Di solito servono fino a sette giorni lavorativi.

Quanto costa e quanto tempo ci vuole

ServizioTempiCosto
Accertamento patrimoniale di base su persona fisicada 4 giorni a una settimanada circa 400 €
Rintraccio del debitorefino a 7 giorni lavorativisu preventivo scritto
Verifica dove lavora, con osservazione sul postosecondo il caso65 € l’ora, minimo 4 ore, + 0,87 € al km per veicolo

Una regola pratica: per crediti piccoli, di poche centinaia di euro, un’indagine raramente conviene. Sopra qualche migliaio di euro il conto cambia, perché il costo dell’accertamento è piccolo rispetto a quello di una causa a vuoto. Trovi i dettagli in quanto costa un’indagine patrimoniale.

Una richiesta tipica degli avvocati

Un’avvocata ha in mano un decreto ingiuntivo per una cliente e la controparte dice di non avere lavoro né beni. Prima di avviare il pignoramento vuole sapere se è vero: se c’è un datore di lavoro, se c’è un immobile, se la persona abita ancora all’indirizzo di residenza. È il caso tipico in cui lavoriamo per lo studio legale e non per il cliente finale: la relazione va all’avvocata, che decide come procedere. Per gli studi abbiamo una pagina dedicata, indagini per studi legali.

Per le aziende: prevenire è meglio

Il credito più facile da recuperare è quello che non si concede a chi non pagherà. Prima di dare una dilazione o firmare con un cliente nuovo, una verifica della solvibilità costa poco. Ne parliamo in verifica della solvibilità di un cliente e in segnali di rischio insolvenza.

Il decreto ingiuntivo: cosa serve

Per chiedere un decreto ingiuntivo il credito deve essere provato per iscritto: fatture, contratto, ordini firmati, un riconoscimento di debito, anche uno scambio di mail in cui il debitore ammette di dover pagare. Più la documentazione è ordinata, più la procedura è veloce. Prima di consegnare tutto all’avvocato conviene mettere in fila le carte, con le date e gli importi, e aggiungere quello che si sa del debitore oggi: indirizzo, telefono, eventuale datore di lavoro.

Se il debitore è un’azienda

Con una società il quadro cambia: si guardano la visura camerale, i bilanci depositati, i protesti, eventuali procedure concorsuali, chi sono gli amministratori e i soci e se gestiscono altre società. Capita che un’azienda smetta di pagare mentre l’attività continua sotto un nome nuovo, con gli stessi titolari. Accorgersene per tempo cambia la strategia dell’avvocato. Sulle verifiche alle aziende trovi di più nella pagina sulle indagini commerciali.

Se il debitore si è trasferito all’estero

Quando il debitore lascia l’Italia, rintracciarlo e capire cosa possiede richiede contatti sul posto. Lo spieghiamo nella pagina sulle investigazioni all’estero.

Chi siamo

EA Investigazioni lavora con licenza art. 134 T.U.L.P.S. n. 70166 del novembre 1994, oggi provvedimento n. 10091/2011 della Prefettura di Torino. In 32 anni abbiamo seguito oltre 2.500 casi, di cui oltre 300 per aziende, a Torino e in tutto il Piemonte. La sede è in Corso Luigi Einaudi 43 a Torino.

Il primo colloquio è gratuito e riservato. Chiama il 339 486 2475 o scrivici su WhatsApp.

Domande frequenti

Cosa fare se un cliente non paga?

Sollecito, poi diffida scritta con raccomandata o PEC, poi verifica di dove si trova il debitore e di cosa possiede, e solo dopo il decreto ingiuntivo e il pignoramento con l’avvocato.

Come faccio a sapere se il debitore è nullatenente?

Con un accertamento patrimoniale su fonti lecite: immobili, veicoli, quote societarie, datore di lavoro, protesti. Da noi un accertamento di base parte da circa 400 €.

Un investigatore può trovare i conti correnti del debitore?

No. Ai rapporti bancari arriva solo l’ufficiale giudiziario, su richiesta del creditore che ha un titolo esecutivo, con la ricerca telematica dei beni prevista dall’art. 492-bis c.p.c.

Un’agenzia investigativa può recuperare il credito per me?

Il recupero per conto di terzi richiede la licenza dell’art. 115 del T.U.L.P.S. Noi facciamo la parte informativa, cioè trovare il debitore e verificarne il patrimonio; il recupero lo segue il tuo avvocato.

Il debitore ha intestato la casa a un parente: posso fare qualcosa?

Il tuo avvocato può valutare l’azione revocatoria (art. 2901 c.c.), che si prescrive in cinque anni dalla data dell’atto.

Conviene fare un’indagine per un credito piccolo?

Per poche centinaia di euro di solito no. Per crediti di qualche migliaio di euro o più, sapere prima se il debitore è solvibile evita di pagare una causa che non porterà soldi.