Licenza da investigatore privato: requisiti, leggi e come verificarla

Licenza da investigatore privato: requisiti, leggi e come verificarla

Licenza da investigatore privato: requisiti, leggi e come verificarla

A cura di Elio Albertacci, investigatore privato autorizzato dalla Prefettura di Torino dal 1994.

In Italia nessuno può fare l’investigatore privato senza una licenza rilasciata dal Prefetto. La regola viene dall’articolo 134 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (R.D. 773/1931, il TULPS) ed è rimasta la stessa da quasi un secolo, anche se nel frattempo requisiti e controlli sono diventati molto più severi. In questa pagina trovi chi rilascia la licenza, cosa serve per ottenerla, quanto dura, cosa rischia chi lavora senza e come controllare in due minuti che l’agenzia a cui ti stai rivolgendo sia in regola.

Chi rilascia la licenza e quali leggi la regolano

La licenza la rilascia la Prefettura della provincia in cui ha sede l’agenzia. Le norme da conoscere sono quattro:

  • l’art. 134 del TULPS, che vieta di svolgere indagini per conto di privati senza licenza del Prefetto;
  • gli artt. 135 e 136 del TULPS, che impongono il registro degli affari e permettono al Prefetto di negare la licenza a chi non dà garanzie;
  • il regolamento di esecuzione (R.D. 635/1940, artt. 257 e seguenti), che disciplina domanda, rilascio e revoca;
  • il D.M. 269 del 1° dicembre 2010, in vigore dal 16 marzo 2011, che ha fissato i requisiti professionali, le attività autorizzabili e le regole di organizzazione degli istituti. Una circolare del Ministero dell’Interno del 24 marzo 2011 ne ha chiarito l’applicazione.

Il decreto del 2010 ha obbligato tutti gli istituti già esistenti a rifare l’autorizzazione con le regole nuove. Per questo molte agenzie con una lunga storia hanno oggi un numero di provvedimento recente accanto a quello originario.

Le figure previste dalla legge

Il D.M. 269/2010 distingue chi investiga da chi raccoglie informazioni sulle imprese:

  • investigatore privato titolare d’istituto: chi ha la licenza e risponde dell’agenzia;
  • informatore commerciale titolare d’istituto: raccoglie dati su imprese e bilanci, non svolge indagini sulle persone;
  • investigatore autorizzato dipendente e informatore dipendente: lavorano per un titolare e hanno bisogno a loro volta di un’autorizzazione.

La distinzione conta anche per chi cerca un professionista. Un informatore commerciale può dirti se una società ha protesti o bilanci in rosso, ma non può seguire una persona né documentarne gli spostamenti.

Requisiti per diventare investigatore privato

Requisiti personali

Servono la cittadinanza italiana o di un Paese dell’Unione europea, la maggiore età e l’assenza di condanne e di precedenti che facciano dubitare dell’affidabilità della persona. Il Prefetto valuta anche la condotta: la licenza di pubblica sicurezza non è un diritto automatico e può essere negata o revocata.

Requisiti professionali del titolare

Per aprire un’agenzia il decreto chiede una laurea almeno triennale in una delle materie indicate (giurisprudenza, psicologia a indirizzo forense, sociologia, scienze politiche, scienze dell’investigazione, economia o corsi equiparati). Alla laurea va aggiunta un’esperienza documentata. Servono almeno tre anni di attività operativa da dipendente presso un investigatore autorizzato da almeno cinque, e un corso di perfezionamento teorico-pratico erogato da un’università riconosciuta dal Ministero. In alternativa a pratica e corso valgono almeno cinque anni in reparti investigativi delle Forze di polizia, lasciati senza demerito da non più di quattro. Sono i requisiti dell’Allegato G nel testo modificato dal D.M. 25 febbraio 2015 n. 56.

L’autorizzazione si rinnova ogni tre anni, presentando il certificato di un corso di aggiornamento. I dettagli cambiano con le circolari: prima di iscriverti a un corso o di presentare la domanda conviene chiedere conferma alla Prefettura della tua provincia.

Requisiti per l’investigatore dipendente

Per lavorare alle dipendenze di un’agenzia servono il diploma di scuola superiore, tre anni come collaboratore presso un titolare autorizzato in ambito civile da almeno cinque anni e un corso universitario di perfezionamento, oppure cinque anni in reparti investigativi delle Forze di polizia. La sua autorizzazione dipende da quella del titolare: se cade la licenza dell’agenzia, cade anche la sua.

Cosa bisogna presentare in Prefettura

Insieme alla domanda si deposita un progetto organizzativo che descrive:

  • la sede principale e le eventuali sedi secondarie (non possono stare nel domicilio del titolare né presso uno studio legale);
  • le attività che l’agenzia intende svolgere, scelte fra quelle elencate all’art. 5 del decreto;
  • il personale che verrà impiegato;
  • le attrezzature e le tecnologie in dotazione;
  • la capacità economica, dimostrata con una cauzione (art. 137 TULPS).

La cauzione per un istituto di investigazioni private è di 20.000 euro, e aumenta per ogni sede secondaria e per ogni tipo di attività autorizzata in più. Serve a garantire che l’agenzia possa rispondere di eventuali danni e sanzioni.

Le attività che la licenza può autorizzare

La licenza non autorizza a fare tutto. Il decreto elenca gli ambiti e il Prefetto autorizza solo quelli richiesti e giustificati. I principali sono:

  • ambito privato: indagini chieste da un privato per tutelare un proprio diritto, come nelle cause di separazione, di affidamento dei figli, di assegno di mantenimento o nelle questioni patrimoniali;
  • ambito aziendale: indagini per imprese ed enti, come l’assenteismo, la falsa malattia, l’abuso dei permessi della legge 104, la concorrenza sleale, la tutela di marchi e brevetti;
  • ambito commerciale: ammanchi e differenze di magazzino nei negozi;
  • ambito assicurativo: la dinamica di sinistri stradali e infortuni, e le verifiche sulle frodi per conto delle compagnie.

Dentro questi ambiti il decreto nomina espressamente gli strumenti leciti: l’osservazione da posizione fissa (appostamento), il pedinamento, la documentazione con foto e video e l’uso di localizzatori GPS a supporto del pedinamento, sempre nei limiti fissati dal Garante della privacy e dalla giurisprudenza.

Quanto dura la licenza

La licenza va rinnovata periodicamente. Con il decreto semplificazioni del 2012 (D.L. 5/2012) la durata è stata portata a tre anni. Al rinnovo il Prefetto controlla di nuovo i requisiti, la cauzione e la formazione. Una licenza scaduta e non rinnovata equivale, in pratica, a lavorare senza licenza.

Gli obblighi di un’agenzia autorizzata

Una volta ottenuta la licenza, l’agenzia ha obblighi che il cliente può verificare di persona:

  • il tariffario: la tabella delle operazioni e delle relative tariffe, approvata dalla Prefettura, deve stare affissa e visibile nei locali. L’agenzia non può chiedere compensi più alti di quelli indicati;
  • il registro degli affari (art. 135 TULPS): per ogni incarico si annotano la data, il tipo di operazione, il compenso pattuito, l’esito e il documento con cui il cliente si è identificato. Il registro va conservato cinque anni ed esibito alle forze di polizia che lo chiedono;
  • l’identificazione del cliente: l’agenzia non può accettare incarichi da chi non mostra un documento. Se qualcuno ti propone un lavoro senza chiederti chi sei, è un cattivo segnale;
  • il riconoscimento dell’operatore: la legge ha previsto un tesserino di riconoscimento per chi svolge l’attività (D.P.R. 153/2008).

Cosa rischia chi fa l’investigatore senza licenza

Svolgere indagini per conto di altri senza licenza è un reato contravvenzionale: l’art. 17 del TULPS punisce chi viola le norme sulle autorizzazioni di pubblica sicurezza. Ma il danno più grosso lo subisce spesso il cliente. Un «investigatore» abusivo non ha cauzione, non tiene il registro, non risponde a nessuno. Il materiale che raccoglie rischia di non essere utilizzabile in giudizio e, se viola la privacy di qualcuno, può mettere nei guai proprio chi lo ha pagato.

Su come riconoscere chi si spaccia per investigatore abbiamo scritto una guida a parte: falsi investigatori privati, come smascherarli.

Come verificare che un’agenzia abbia la licenza

  1. Chiedi il numero della licenza e la Prefettura che l’ha rilasciata. Un’agenzia seria lo scrive sul sito, sui preventivi e nel contratto.
  2. Controlla che corrisponda. Puoi chiedere conferma alla Prefettura indicata, che tiene l’elenco degli istituti autorizzati.
  3. Chiedi di vedere il tariffario quando vai in agenzia: deve essere affisso.
  4. Pretendi un incarico scritto con l’oggetto dell’indagine e il costo. Chi lavora solo a voce non tiene il registro.
  5. Diffida da chi promette l’impossibile, come leggere le chat di un’altra persona o vedere i conti correnti: nessun investigatore autorizzato può farlo.

La licenza di EA Investigazioni

EA Investigazioni lavora con licenza art. 134 T.U.L.P.S. n. 70166 del novembre 1994, oggi provvedimento n. 10091/2011 della Prefettura di Torino, per investigazioni in ambito privato, aziendale e assicurativo. In agenzia, in Corso Luigi Einaudi 43 a Torino, il tariffario vidimato dalla Prefettura è affisso come prevede la legge. A fine incarico il cliente riceve una relazione scritta con foto e video, utilizzabile in giudizio.

Se vuoi sapere quanto costa un incarico, trovi le tariffe spiegate nella pagina quanto costa un investigatore privato a Torino. Per parlare del tuo caso il primo colloquio è gratuito e riservato: scrivici o chiama il 339 486 2475.

Domande frequenti

Chi rilascia la licenza da investigatore privato?

La Prefettura della provincia in cui ha sede l’agenzia, in base all’art. 134 del TULPS e ai requisiti del D.M. 269/2010.

Serve la laurea per fare l’investigatore privato?

Per essere titolare di un’agenzia sì, almeno triennale e in una delle materie indicate dal decreto. Per lavorare come dipendente di un’agenzia autorizzata basta il diploma, insieme a tre anni di pratica e a un corso universitario, oppure a cinque anni nei reparti investigativi delle Forze di polizia.

Un investigatore senza licenza può lavorare?

No. Chi indaga per conto di altri senza licenza commette un reato, e il materiale che raccoglie rischia di non valere nulla davanti a un giudice.

Come faccio a sapere se un investigatore ha la licenza?

Chiedigli il numero della licenza e la Prefettura che l’ha rilasciata, poi verifica presso quella Prefettura. Un’agenzia in regola non ha motivo di non dirtelo.