Come proteggersi dalle intercettazioni ambientali? – Agenzia investigativa

Come proteggersi dalle intercettazioni ambientali

A cura di Elio Albertacci, investigatore privato a Torino dal 1994.

Una microspia oggi costa meno di una cena e sta dentro una presa multipla, un caricabatterie, un rilevatore di fumo o una penna. Chi teme di essere ascoltato in casa, in ufficio o in auto di solito ha un motivo concreto: una separazione difficile, un socio con cui i rapporti si sono guastati, un concorrente che sembra sapere troppo. In questa pagina spieghiamo come funzionano le intercettazioni ambientali fatte da privati, cosa puoi controllare da solo, cosa non funziona e quando serve una bonifica professionale.

Se il sospetto è già forte, trovi come lavoriamo nella pagina sulla bonifica ambientale da microspie a Torino.

Cosa sono e come funzionano le intercettazioni ambientali

Un’intercettazione ambientale è l’ascolto o la registrazione di quello che si dice in un luogo, fatti da qualcuno che non partecipa alla conversazione. Quelle disposte dall’autorità giudiziaria sono un’altra cosa e seguono regole proprie. Qui parliamo di quelle illegali, messe da privati. I dispositivi più diffusi sono di tre tipi:

  • microspie con registrazione interna: registrano su una memoria e qualcuno deve tornare a prenderle. Non trasmettono niente, quindi un’app sul telefono non le vede;
  • microspie GSM: hanno dentro una SIM e si chiamano come un telefono per ascoltare in diretta, oppure mandano l’audio a comando. Sono le più comuni perché funzionano da qualunque distanza;
  • dispositivi Wi-Fi e telecamere nascoste: si collegano alla rete della casa o dell’ufficio e mandano audio e video su internet.

Poi c’è il telefono. Uno spyware installato sul cellulare può attivare il microfono, leggere le chat e seguire la posizione. È quello che molti intendono quando cercano «intercettazioni ambientali tramite cellulare»: il telefono stesso diventa la microspia, e te lo porti in tasca ovunque. Per questo caso esiste la bonifica del cellulare.

Dove si nascondono di solito

Chi mette una microspia sceglie oggetti che restano sempre attaccati alla corrente e che nessuno sposta: prese multiple, caricatori USB, lampade, rilevatori di fumo, prolunghe, sveglie, cornici digitali. In auto sotto i sedili, nel vano del cruscotto, vicino alla batteria o nella presa dell’accendisigari. In ufficio dentro la cancelleria, nei telefoni fissi, dietro i quadri, nel controsoffitto. Un oggetto che non ricordi di aver comprato, o che qualcuno ti ha regalato da poco, merita un’occhiata.

I controlli che puoi fare da solo

  • Guarda i dispositivi collegati al Wi-Fi. Dall’app del router, o con un’app gratuita come Fing, vedi l’elenco di ciò che è collegato. Un apparecchio che non riconosci è un buon motivo per approfondire.
  • Cerca gli obiettivi al buio. Spegni la luce e passa lentamente la torcia del telefono sugli oggetti: la lente di una telecamera riflette la luce con un piccolo punto brillante.
  • Cerca i LED a infrarossi. Le telecamere con visione notturna emettono una luce che l’occhio non vede ma la fotocamera frontale di molti telefoni sì.
  • Controlla gli oggetti nuovi o spostati, soprattutto quelli collegati alla corrente.
  • Tieni aggiornato il telefono, controlla le app installate e i permessi del microfono, e non lasciarlo sbloccato nelle mani di altri.

Questi controlli servono a trovare i dispositivi più grossolani. Non ti dicono che la stanza è pulita.

Cosa non funziona

Le app «rileva microspie» sul telefono misurano il campo magnetico o cercano reti Wi-Fi: una microspia a registrazione interna o una GSM spenta non la trovano, e in compenso segnalano come sospetta ogni presa elettrica. I rilevatori di radiofrequenza economici suonano vicino a qualunque router o cellulare e, se la microspia trasmette solo a comando, al momento del controllo non la sentono. Anche il disturbatore di frequenze (jammer) va lasciato perdere. In Italia usarlo è vietato, blocca anche i tuoi telefoni e le chiamate di emergenza, e non ferma una microspia che registra su memoria.

Registrare una conversazione è sempre illegale?

No, e la differenza conta. Chi partecipa a una conversazione può di norma registrarla, per esempio per tutelarsi in una causa: è la cosiddetta registrazione tra presenti. Mettere invece una microspia in una stanza per ascoltare conversazioni a cui non si partecipa è un reato, e lo stesso vale per lo spyware sul telefono di un’altra persona. Se trovi un dispositivo, quello che hai trovato può diventare la prova di un illecito contro di te.

Se trovi una microspia: cosa fare

  1. Non toccarla e non parlarne in quella stanza. Chi l’ha messa potrebbe ascoltare in quel momento.
  2. Fotografala dove si trova, con l’oggetto intorno, prima di spostare qualunque cosa.
  3. Non smontarla da solo: impronte, numero della SIM e memoria interna possono servire a capire chi l’ha messa.
  4. Chiama un tecnico che la documenti e ne verifichi il funzionamento, poi valuta con un avvocato la denuncia.

Quando serve una bonifica professionale

Serve quando il sospetto nasce da fatti concreti: qualcuno ripete cose dette solo in casa o in riunione, un concorrente anticipa le tue mosse, sei nel mezzo di una separazione o di una lite societaria. Una bonifica fatta bene usa analizzatori di spettro e rilevatori di giunzioni non lineari, che trovano i circuiti elettronici anche quando sono spenti, oltre a un controllo fisico degli ambienti.

I nostri costi indicativi, con strumentazione professionale: circa 500 euro a stanza per casa o ufficio, da 600 a 1.000 euro per un’auto, circa 600 euro per un telefono. Il preventivo esatto dipende da quante stanze o quanti veicoli e te lo diamo per iscritto. Trovi il servizio completo nella pagina indagini tecniche e bonifiche a Torino.

EA Investigazioni lavora a Torino dal 1994 con licenza della Prefettura (n. 70166 del novembre 1994, oggi provvedimento n. 10091/2011). Per parlarne ti consigliamo di chiamarci da un telefono diverso dal tuo e lontano dall’ambiente che sospetti: 339 486 2475, oppure scrivici.

Domande frequenti

Come faccio a sapere se in casa c’è una microspia?

Puoi fare i controlli di base descritti sopra, ma l’unico modo per esserne ragionevolmente sicuri è una bonifica con strumenti professionali, che trova anche i dispositivi spenti o a registrazione interna.

Il mio cellulare può essere usato per ascoltarmi?

Sì, se qualcuno ci ha installato uno spyware. I segnali sono batteria che si scarica in fretta, traffico dati anomalo, app sconosciute. Una bonifica del telefono lo verifica.

Le app che trovano le microspie funzionano?

Poco. Possono aiutare a trovare una telecamera Wi-Fi collegata alla tua rete, ma non vedono le microspie che registrano su memoria né quelle GSM spente.

Posso usare un disturbatore di frequenze?

No, in Italia è vietato e blocca anche i telefoni e le chiamate di emergenza.