Falsa malattia del dipendente a Torino
Benvenuto su “E A Investigazioni”, la tua risorsa affidabile per le indagini sulla finta malattia sul posto di lavoro. Sappiamo quanto può essere difficile per i datori di lavoro gestire i sospetti di malattia falsa, ed è per questo che offriamo servizi di indagine professionali e discreti. Continua a leggere per scoprire come possiamo aiutarti a risolvere queste situazioni delicate e protette dalla legge
Operatività su Torino e provincia
EA Investigazioni opera con sede a Torino e svolge indagini su casi di falsa malattia per aziende e datori di lavoro su tutto il territorio cittadino e provinciale. Per la pagina principale di riferimento: Agenzia Investigativa a Torino.
Approfondimento sulla Falsa Malattia
È sempre più comune la pratica di mettersi in malattia per finta. Questo comportamento non solo mette in crisi l’organizzazione del lavoro, ma costituisce anche un reato: la falsa malattia.
Noi di “E A Investigazioni” siamo specializzati nell’indagine su casi di finta malattia, lavoratore dipendente privato o pubblico che sia.
Come si segnala all’INPS un dipendente in falsa malattia
Se sospetti che un dipendente stia simulando la malattia, la prima mossa non è un investigatore: è la visita medica di controllo. Puoi richiederla tu, come datore di lavoro, direttamente all’INPS.
Ecco come funziona davvero, passo per passo.
1. La richiesta si fa online, dal portale INPS
Il datore di lavoro accede al servizio «Richiesta Visite Mediche di Controllo (VMC)» sul portale INPS con le proprie credenziali aziendali. Il servizio è aperto anche ai datori di lavoro i cui dipendenti non versano all’INPS la contribuzione per l’indennità di malattia: è un punto che in molti ignorano, e che esclude a torto parecchie aziende dal controllo.
Nella richiesta si confermano i dati del lavoratore e si indicano la data e la fascia oraria in cui si chiede l’accertamento. Si può procedere per un singolo lavoratore, oppure caricare più richieste insieme con un file XML secondo lo schema pubblicato nel servizio.
Dallo stesso pannello puoi seguire lo stato della richiesta, leggere l’esito dell’accertamento medico-legale e annullare una visita già inserita.
2. Le fasce di reperibilità: attenzione, sono cambiate
Qui molte guide online sono rimaste indietro. Le fasce di reperibilità sono oggi le stesse per il settore privato e per il pubblico impiego:
- dalle 10:00 alle 12:00
- dalle 17:00 alle 19:00
Tutti i giorni, compresi sabato, domenica e festivi.
Fino a poco tempo fa i dipendenti pubblici avevano fasce molto più ampie (9-13 e 15-18). Dopo una pronuncia del TAR del Lazio che ha ritenuto quella disparità ingiustificata, con il messaggio INPS n. 4640 del 22 dicembre 2023 l’Istituto ha esteso anche al pubblico gli orari già validi nel privato. Se leggi ancora «9-13» da qualche parte, quella fonte non è aggiornata.
Non sono tenuti a rispettare le fasce i lavoratori la cui assenza dipende da patologie gravi o oncologiche, terapie salvavita, ricovero o day hospital, visite e accertamenti già programmati, oltre a situazioni di emergenza documentate.
3. Cosa succede se il dipendente non è in casa
Il medico lascia un verbale di mancata presenza e il lavoratore viene invitato a presentarsi all’ambulatorio INPS. Ha poi quindici giorni per fornire una giustificazione valida.
Se la giustificazione non arriva o non regge, le conseguenze economiche sono pesanti:
- perdita del 100% dell’indennità per i primi dieci giorni di malattia;
- perdita del 50% per i giorni successivi al decimo, fino alla fine della malattia, se l’assenza si ripete a una seconda visita.
A questo può aggiungersi, separatamente, il procedimento disciplinare aperto dall’azienda.
4. Il limite della visita fiscale — ed è il punto che conta
La visita di controllo è gratuita, veloce e va sempre tentata per prima. Ma va capito cosa può e cosa non può fare.
La visita fiscale fotografa un istante, dentro due finestre orarie note in anticipo. Se il dipendente è in casa alle 10:30 e passa il pomeriggio a lavorare altrove, il medico non lo vedrà mai. E se il certificato è regolare e il lavoratore è al domicilio, l’esito sarà semplicemente: reperibile.
È per questo che, nella pratica, i casi che finiscono davanti a un giudice non nascono quasi mai da una visita fiscale: nascono dalla documentazione di ciò che la persona fa nel resto della giornata. Ed è esattamente il punto in cui entra l’accertamento investigativo.
La falsa malattia è reato?
Sì, e conviene distinguere due piani che spesso vengono confusi.
Sul piano disciplinare, la simulazione della malattia è una violazione grave degli obblighi del lavoratore e può giustificare il licenziamento per giusta causa, quindi senza preavviso.
Sul piano penale, quando il lavoratore percepisce l’indennità di malattia mentre in realtà lavora altrove, o quando l’assenza è coperta da un certificato non veritiero, la giurisprudenza inquadra il fatto come truffa aggravata ai sensi dell’articolo 640, secondo comma, numero 1 del codice penale, perché il danno ricade su un ente pubblico. Nei casi in cui il certificato sia stato costruito su dichiarazioni non vere può aggiungersi la contestazione di falso.
Sono due procedimenti autonomi: il licenziamento non aspetta l’esito penale, e viceversa.
Cosa può provare un investigatore — e cosa no
Su questo preferiamo essere netti, anche quando non conviene.
Quello che un accertamento investigativo prova bene è un fatto: che durante l’assenza per malattia il dipendente svolgeva un’altra attività — lavoro presso terzi, attività in proprio, impegni incompatibili con la patologia dichiarata. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento di un lavoratore che, durante una settimana di malattia, aveva lavorato per due giorni nell’attività commerciale della moglie, circostanza accertata proprio da un’agenzia investigativa (sentenza n. 2516 del 2024).
Quello che un investigatore non può fare è smentire una diagnosi. Un’ordinanza recente della Cassazione (n. 8738 dell’8 aprile 2026) lo ha ribadito con chiarezza: l’onere di provare la giusta causa resta interamente sul datore di lavoro, e per superare un certificato medico non bastano rilievi generici o valutazioni sullo stato fisico ricavate da un pedinamento. Gli elementi raccolti devono essere gravi, precisi e concordanti, e la contestazione va costruita sul comportamento, non sulla diagnosi.
Tradotto in pratica, per te significa questo:
- ❌ «dimostrami che non era malato» — non è un incarico che possiamo accettare: quello è terreno medico-legale;
- ✅ «dimostrami cosa faceva mentre era in malattia» — questo si documenta, con orari, luoghi e riscontri fotografici datati.
Ci sono poi limiti di legge che valgono sempre: si osserva ciò che accade in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza violare il domicilio e senza intercettare comunicazioni; il controllo generico sulla prestazione lavorativa non è consentito. Un accertamento raccolto fuori da questi limiti non è soltanto inutile: si ritorce contro l’azienda che l’ha commissionato.
L’ordine giusto delle mosse
- Visita medica di controllo INPS — gratuita, immediata, da fare sempre per prima.
- Se l’esito è «reperibile» ma i sospetti restano, accertamento investigativo mirato sulle fasce in cui la persona è libera.
- Relazione firmata dal titolare di licenza, con documentazione datata e tracciabile, da consegnare al tuo legale.
- Contestazione disciplinare e, se ne ricorrono i presupposti, licenziamento.
Se il sospetto riguarda altre forme di assenza o di abuso, vedi anche le pagine su abuso dei permessi legge 104 e simulazione di infortuni. Per il quadro completo dei controlli in azienda: indagini aziendali.
Sui costi, abbiamo scritto una pagina dedicata: quanto costa un investigatore privato. Il primo colloquio è gratuito e serve a capire se il caso sta in piedi: se non sta in piedi, te lo diciamo.
📞 +39 339 486 2475 — oppure scrivici dalla pagina contatti.
Come Dimostrare la Finta Malattia
La sfida è dimostrare che il dipendente si è messo in malattia per ripicca o per non andare al lavoro. Spesso, infatti, il datore di lavoro non crede alla malattia, ma ha bisogno di prove concrete.
Come riconoscere un certificato medico falso o come capire se un contratto di lavoro è falso sono domande che riceviamo spesso.
Il Metodo di Investigazione
Il nostro metodo si basa sull’analisi comportamentale, l’osservazione diretta e l’uso di tecniche d’indagine avanzate.
Ricordiamo, però, che simulare un infortunio sul lavoro o produrre un certificato medico falso sono reati severamente puniti dalla legge.
Il Risultato dell’Investigazione
Il risultato delle nostre indagini offre al datore di lavoro le prove necessarie per procedere con un licenziamento per giusta causa in caso di finta malattia.
Si può licenziare un dipendente in malattia solo se si dimostra che questa è stata simulata.
Le dimissioni per malattia, se basate su un certificato medico falso , possono portare al licenziamento per giusta causa.
Come si parte: cosa ci serve, quanto dura, quanto costa
Sono le quattro domande che ci fanno tutti al primo contatto. Ecco le risposte, prima ancora di chiamarci.
1. Il caso è fattibile?
Raccontaci che cosa sospetti: la fattibilità la valutiamo noi, al primo colloquio, che è gratuito. Se le prove non si possono raccogliere in modo lecito e utile, te lo diciamo subito, prima di qualsiasi spesa.
2. Che cosa vi serve da me per partire?
- il motivo: cosa ti fa pensare che la malattia sia finta;
- nome, cognome e data di nascita del dipendente;
- il periodo di malattia indicato nel certificato;
- una foto recente;
- la targa dell’auto, se ne ha una;
- l’indirizzo di casa; se non lo avete, il nostro primo passo è proprio rintracciarlo;
- orari, turni e abitudini che conoscete.
3. Quanto dura l’indagine?
Un’indagine seria non dura meno di 3 giorni: un comportamento visto una volta sola vale poco, per un provvedimento disciplinare come in tribunale. Di solito si arriva a una settimana, al massimo due. Alla fine ricevi la relazione scritta, con foto e video, utilizzabile dal tuo avvocato o dal consulente del lavoro.
4. Quanto costa?
- 1 investigatore: 65 € l’ora, minimo 4 ore di seguito;
- squadra di 2 investigatori: 80 € l’ora;
- 0,87 € al km per ogni auto impiegata.
Quanti investigatori servono lo decidiamo noi, caso per caso: dipende per esempio da quante uscite ha il palazzo o l’azienda (portone e cortile), se c’è una strada privata, se la persona si sposta in auto ma anche in pullman, car sharing, bici, moto o monopattino, se guida veloce, se è già stata pedinata o se si guarda spesso intorno. Con un investigatore solo, in questi casi, si rischia di perderla.
Con il minimo di 3 giornate da 4 ore si parte da 780 € con un investigatore, da 960 € con la squadra, più i km. Il preventivo è scritto e lo ricevi prima di partire: nessuna sorpresa a fine indagine. Lavoriamo a Torino, in tutto il Piemonte e nel Nord Italia, con la stessa tariffa oraria; le eventuali trasferte sono indicate a parte.
Cosa dicono di noi le aziende
Alcune recensioni lasciate su Google da chi ci ha affidato un caso aziendale, riportate parola per parola:
«Ho avuto il piacere di usufruire di un servizio investigativo aziendale fornito dall’Agenzia Investigativa EA Investigazioni e sono rimasta estremamente soddisfatta.»
Lia Lino, recensione Google
«Ci siamo rivolti a EA Investigazioni per un controllo su un caso di sospetto assenteismo tra i nostri dipendenti. Il team è stato professionale e discreto durante tutta l’indagine […]»
Enrico Dell’Aquila, recensione Google
Voto 5,0 su Google con oltre 110 recensioni: puoi leggerle tutte qui.
Come verificare chi siamo
Prima di affidare un incarico delicato è giusto poter controllare con chi si sta parlando. Questi dati sono pubblici:
- Licenza art. 134 T.U.L.P.S. n. 70166 del novembre 1994, oggi provvedimento n. 10091/2011, Prefettura di Torino;
- Titolare Elio Albertacci, socio Federpol, la federazione italiana degli istituti di investigazione;
- 32 anni di attività e oltre 2.500 casi seguiti, dal 1994 a oggi;
- Voto 5,0 su Google con oltre 110 recensioni: puoi leggerle qui, una per una;
- P. IVA 06814920010, sede in Corso Luigi Einaudi 43 a Torino;
- EA Intelligence è la nostra divisione dedicata ad aziende e studi legali: per i datori di lavoro trovi tutto sulle indagini sui dipendenti infedeli di EA Intelligence.
I nomi dei clienti e i casi seguiti non li pubblichiamo, è la stessa riservatezza che vale per te. Il primo colloquio è gratuito e il preventivo scritto arriva entro un’ora, al 339 48 62 475.
Domande Frequenti
Il Datore di Lavoro Può Chiamare il Dipendente in Malattia?
Sì, è legittimo contattare il dipendente in malattia per avere aggiornamenti sul suo stato di salute o per organizzare il lavoro. Ricordiamo che il datore di lavoro vede il motivo della malattia solo in casi specifici, come previsto dall’articolo 2104 del Codice Civile.
Posso Dimettermi se Sono in Malattia?
Sì, le dimissioni durante la malattia sono possibili. Tuttavia, è necessario essere consapevoli delle possibili conseguenze, come la perdita dell’indennità di malattia.
Cosa Significa “Decentramento per Malattia”?
Il decentramento per malattia si verifica quando un lavoratore viene assegnato a un diverso compito o posizione a causa di un problema di salute. È importante sapere che tale assegnazione deve essere temporanea e non può comportare una riduzione di stipendio o di diritti.
Si può Lavorare Durante la Malattia?
No, lavorare durante la malattia è considerato un comportamento scorretto ed è punibile secondo l’art. 1375 del codice civile.
Ricordiamo che la falsa malattia è un reato e “E A Investigazioni” è qui per aiutare i datori di lavoro a individuare tali comportamenti e a fare giustizia. Se avete dubbi o domande, non esitate a contattarci.
Protezione del datore di lavoro
Come datore di lavoro, potrebbe sorgere il dubbio che un dipendente stia abusando della malattia. Questi casi possono includere dipendenti sempre in malattia, o situazioni in cui la malattia sembra sospetta.
In queste situazioni, “E A Investigazioni” può offrire servizi di indagine per confermare o negare tali sospetti.
I nostri servizi garantiscono che la situazione lavorativa rimanga giusta e legale.
Periodo di comporto malattia per i dipendenti privati
Il periodo di comporto è il tempo massimo durante il quale un dipendente può rimanere in malattia prima che il datore di lavoro possa considerare un licenziamento per problemi di salute.
Per i dipendenti privati, questo periodo varia a seconda del contratto collettivo di lavoro applicato. Se durante il periodo di comporto un dipendente è trovato a lavorare o svolgere attività incoerenti con la malattia dichiarata, può essere soggetto a licenziamento per giusta causa.
Licenziamento e malattia
Licenziare un dipendente in malattia non è un’azione legale a meno che non si possano dimostrare comportamenti scorretti o illeciti da parte del dipendente, come nel caso di una finta malattia per non andare al lavoro.
Se viene dimostrato che un dipendente ha falsificato un certificato medico o si è messo in malattia per ripicca, il datore di lavoro ha il diritto di procedere con il licenziamento per giusta causa.
La malattia e le dimissioni
Le dimissioni per giusta causa motivi di salute sono una situazione delicata. Se un dipendente decide di dimettersi a causa di problemi di salute, è importante avere una comprensione chiara del contratto di lavoro e dei diritti del dipendente. In caso di dubbi, “E A Investigazioni” può fornire consulenza e assistenza legale.
Prevenire la falsa malattia
La prevenzione della falsa malattia è un impegno che richiede la collaborazione di datori di lavoro e dipendenti. Mantenere un ambiente di lavoro sano e rispettoso può aiutare a prevenire situazioni in cui un dipendente può scegliere di fingere una malattia. Tuttavia, in caso di sospetto, è sempre importante agire rapidamente e legalmente per risolvere la situazione. “E A Investigazioni” è qui per aiutare in tali circostanze.
Per ulteriori informazioni sui nostri servizi o per discutere una possibile indagine, non esitate a contattarci. La nostra esperienza e professionalità ci rendono la scelta ideale per affrontare casi di sospetta falsa malattia.
La nostra esperienza nelle indagini sulla finta malattia
Con anni di esperienza alle spalle, “E A Investigazioni” ha affrontato numerose situazioni di finta malattia. Abbiamo aiutato datori di lavoro a scoprire dipendenti che si sono messi in malattia per finta, per ripicca o per non andare al lavoro. La nostra competenza ci ha permesso di fornire prove affidabili che hanno portato a licenziamenti per giusta causa in caso di malattia falsa.
Cosa comporta un’indagine sulla finta malattia?
Un’indagine su una potenziale falsa malattia è un processo che richiede un’approfondita analisi delle prove disponibili, osservazioni e indagini sul campo. Ci impegniamo a fornire un servizio professionale e discreto, assicurando che i datori di lavoro ricevano le informazioni di cui hanno bisogno senza violare la privacy del dipendente.
Quali sono le conseguenze di una finta malattia?
La finta malattia, oltre a costituire un reato, può avere gravi ripercussioni per il dipendente. Queste possono variare dal licenziamento per giusta causa, alla denuncia all’INPS per falsa malattia, fino a possibili conseguenze legali a seconda della gravità del comportamento.
Proteggere i diritti del datore di lavoro e del dipendente
Riteniamo che sia fondamentale garantire un equilibrio tra i diritti del datore di lavoro e quelli del dipendente. Mentre sosteniamo i datori di lavoro nella protezione dei loro interessi, ci impegniamo a farlo nel rispetto dei diritti del dipendente.
Contatta E A Investigazioni
Se sei un datore di lavoro e sospetti che un dipendente possa aver dichiarato una falsa malattia, non esitare a contattarci. Offriamo consulenza, supporto e servizi di investigazione professionali per aiutarti a navigare in queste situazioni complesse. “E A Investigazioni” è il partner di cui hai bisogno per garantire che la tua azienda sia protetta e operi nel rispetto della legge.
Ricorda, E A Investigazioni è a tua disposizione per qualsiasi necessità relativa alle indagini sulla finta malattia o ad altre questioni legate all’ambito lavorativo. Non esitare a contattarci per qualsiasi necessità.
In presenza di ulteriori anomalie interne può essere utile valutare anche verifiche su furto in azienda.
