Il momento in cui capisci che qualcosa non torna è il momento più delicato di tutta la vicenda. Quello che fai nelle ore successive decide due cose: se il denaro resterà nelle tue tasche e se, in caso di denuncia, avrai in mano qualcosa di concreto o soltanto un ricordo. Questa pagina è la sequenza operativa da seguire, nell’ordine giusto — perché l’ordine, qui, conta più di ogni altra cosa.
Se il sospetto è nato oggi, la cosa più urgente non è capire chi è: è non perdere le prove e non mandare altro denaro. EA Investigazioni ti dice in una consulenza riservata cosa conservare e cosa è accertabile, prima di qualsiasi incarico.

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Le prime tre cose, in quest’ordine

1. Ferma il denaro, subito e senza discussioni

Non inviare altro, in nessuna forma e per nessun motivo: né ricariche, né gift card, né criptovalute, né “l’ultima piccola somma per sbloccare il resto”. È il consiglio che la Polizia Postale ripete testualmente a chi si accorge di essere dentro un romance scam: denunciare e astenersi dal pagare qualsiasi somma. La richiesta successiva sarà sempre presentata come definitiva: non lo è mai.

2. Conserva tutto prima di toccare qualsiasi cosa

Questo è il passaggio che quasi tutti saltano, ed è quello che poi manca in sede di denuncia. Prima di bloccare, cancellare o segnalare, salva:
  • l’intera conversazione, non solo i passaggi che ti sembrano importanti: screenshot leggibili con data e ora visibili, dall’inizio;
  • il profilo: nome utente, URL dell’account, foto, biografia, elenco dei contatti se visibile;
  • i numeri di telefono usati, con i prefissi internazionali, e gli eventuali indirizzi email;
  • ogni riferimento di pagamento: IBAN, intestatario dichiarato, codici di money transfer, indirizzi di portafogli in criptovaluta, ricevute, estratti conto;
  • le foto e i documenti che ti ha inviato, nel file originale e non ricompresso.
Il motivo è pratico: nel momento in cui segnali il profilo, la piattaforma lo rimuove e quel materiale sparisce anche per te. Se hai già bloccato o cancellato, non è la fine — si lavora su quello che resta — ma parti con meno.

3. Parla con una persona di fiducia

Anche questo è un consiglio esplicito della Polizia Postale, e non è un dettaglio emotivo: la truffa sentimentale funziona proprio perché isola. Il truffatore costruisce un rapporto esclusivo e presenta i dubbi degli altri come gelosia o incomprensione. Dire ad alta voce la storia a qualcuno che non è coinvolto è, molto spesso, il momento in cui le incongruenze diventano evidenti.

Cosa NON fare (gli errori che costano di più)

  • Non affrontarlo. Scrivere “ho capito che sei un truffatore” produce un solo effetto: la sparizione immediata dell’account e di tutto ciò che conteneva. Se vuoi accertare qualcosa, il soggetto non deve sapere di essere osservato.
  • Non pagare per “recuperare i soldi”. Chi ti contatta subito dopo promettendo il rimborso dietro un anticipo sta eseguendo la seconda fase della stessa truffa, quella che colpisce chi ha già perso una volta.
  • Non entrare in account che non sono tuoi e non creare profili civetta con foto di altre persone: sono l’accesso abusivo dell’art. 615-ter c.p. e la sostituzione di persona dell’art. 494 c.p. Trasformano la vittima in indagato. Il perché è spiegato in dettaglio nella pagina sulle investigazioni fai da te.
  • Non aspettare “che si chiarisca”. Il tempo lavora sempre per l’altra parte: i conti vengono svuotati, i profili chiusi, le tracce cancellate.
  • Non vergognarti al punto di non dire nulla. È la reazione più comune ed è quella che protegge il truffatore: le vittime silenziose sono la ragione per cui questi schemi funzionano da anni.

Verificare prima di decidere

Fra il sospetto e la denuncia c’è un passaggio che conviene non saltare: capire con quali elementi ti presenti. Una querela che descrive genericamente “una persona conosciuta su Facebook che mi ha chiesto dei soldi” è molto diversa da una querela che allega recapiti, riferimenti bancari, cronologia dei contatti e riscontri sull’inesistenza della persona dichiarata.
Alcuni controlli puoi farli da sola in poche ore — ricerca inversa delle immagini, coerenza dell’account, videochiamata non annunciata, verifica dei dettagli citati nella storia: li trovi elencati passo per passo nella pagina sulla verifica dell’identità. Se invece la persona esiste, i riferimenti sono all’estero o la somma in gioco è rilevante, serve un accertamento formale, che produce un documento utilizzabile.
In sintesi: ferma il denaro → conserva tutto → parlane con qualcuno → verifica → denuncia con elementi concreti. Se il denaro è già uscito, l’ordine cambia e diventa una corsa contro il tempo: vedi cosa fare se hai già inviato soldi.

La denuncia: dove, quando, con cosa

La denuncia-querela si presenta a qualsiasi ufficio di polizia o dei carabinieri, oppure alla Polizia Postale, che è la specialità competente per i reati commessi online. Va presentata entro tre mesi dal giorno in cui hai avuto notizia del fatto: è il termine generale previsto dall’art. 124 del codice penale, e scade più in fretta di quanto sembri quando si passano settimane a sperare che sia un malinteso.
La condotta rientra nella truffa dell’art. 640 c.p.; se è stato usato il nome o l’immagine di una persona reale si aggiunge la sostituzione di persona dell’art. 494 c.p. Dal 17 luglio 2024, con la legge n. 90/2024, il codice prevede un’aggravante specifica per i fatti commessi a distanza con strumenti informatici o telematici idonei a ostacolare l’identificazione dell’autore — lo scenario tipico di queste vicende.
Porta con te: copia integrale delle chat, gli screenshot del profilo, i riferimenti di pagamento e le ricevute, i numeri utilizzati, e — se l’hai fatta fare — la relazione investigativa. Nel rapporto con il tuo legale mettiamo a disposizione i nostri servizi investigativi a supporto della difesa, che è il modo in cui il materiale raccolto diventa utilizzabile in un procedimento.

Perché farsi affiancare da EA Investigazioni

  • Ti diciamo subito cosa è accertabile e cosa no, prima di ricevere un incarico. Se il caso non è lavorabile, lo dichiariamo.
  • Nessun giudizio. Chi arriva dopo una truffa sentimentale teme di essere trattato da ingenuo: il nostro lavoro è accertare i fatti, non commentare le scelte.
  • Materiale ordinato e datato, pronto per il tuo avvocato e per la querela.
  • Dal 1994 con licenza prefettizia, come agenzia investigativa di Torino, con corrispondenti per gli accertamenti all’estero.
Hai un sospetto e non sai da dove cominciare?
Raccontaci la vicenda in una consulenza riservata e senza impegno: ti diciamo cosa conservare oggi, cosa è verificabile e in quanto tempo.
Elio Albertacci — +39 339 486 2475 — Corso Luigi Einaudi 43, Torino

Parla con un investigatore

Per il quadro generale del fenomeno resta il riferimento la guida alle truffe sentimentali online; se invece stai ancora cercando conferme, l’elenco dei segnali di una truffa sentimentale ti aiuta a capire a che punto sei.

Domande frequenti

Devo bloccarlo subito?

Prima conserva tutto: chat integrali, profilo, numeri, riferimenti di pagamento. Poi blocca. Se blocchi o segnali per primo, il contenuto sparisce e non è più recuperabile da te.

Devo dirgli che ho capito?

No. Avvisarlo significa dargli il tempo di chiudere l’account, cambiare recapiti e sparire. Se vuoi accertare chi è davvero, il soggetto non deve sapere che stai verificando.

Posso denunciare anche se non ho ancora perso soldi?

Sì. Puoi presentare denuncia anche per il tentativo o per la sostituzione di persona, e in ogni caso la segnalazione alla Polizia Postale contribuisce a collegare tra loro casi diversi che spesso fanno capo alla stessa organizzazione.

Quanto tempo ho per la querela?

Tre mesi dal giorno in cui hai avuto notizia del fatto, secondo il termine generale dell’art. 124 del codice penale. È un termine che scade in fretta: è la ragione principale per non rimandare la verifica.

Serve un investigatore se ho già deciso di denunciare?

Non è obbligatorio, ma cambia la qualità della denuncia: gli accertamenti privati permettono di allegare recapiti, riferimenti bancari, collegamenti e riscontri documentali invece di una descrizione generica dei fatti.

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