Detective privato: com’è davvero il lavoro dell’investigatore

Detective privato: com’è davvero il lavoro dell’investigatore

A cura di Elio Albertacci, investigatore privato autorizzato dalla Prefettura di Torino dal 1994.

In Italia il «detective privato» dei film si chiama, per legge, investigatore privato: è un professionista con licenza del Prefetto che raccoglie informazioni e prove per privati, aziende e avvocati. Il lavoro vero è fatto di attese lunghe in auto, osservazione in luoghi pubblici, ricerche su fonti lecite e relazioni scritte con precisione. Niente intercettazioni, niente accesso ai telefoni degli altri, niente distintivi. Qui raccontiamo com’è il mestiere visto da dentro, dopo 32 anni a Torino.

Detective o investigatore privato: c’è differenza?

Nella lingua di tutti i giorni no, sono la stessa persona. Nella legge italiana la parola «detective» non esiste: l’art. 134 del T.U.L.P.S. parla di licenza per le «investigazioni o ricerche per conto di privati», e il D.M. 269/2010 distingue l’investigatore privato titolare d’agenzia, l’investigatore dipendente e l’informatore commerciale. Se qualcuno si presenta come «detective» e non sa dirti il numero della sua licenza e la Prefettura che l’ha rilasciata, è un segnale da non sottovalutare.

Film e realtà, punto per punto

Nei filmNella realtà
Il detective entra in casa di nascosto e fruga nei cassettiL’investigatore lavora solo in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Dentro casa d’altri non entra, e non riprende quello che succede dentro.
Mette una cimice sotto il tavoloLe intercettazioni le può disporre solo l’autorità giudiziaria. Un investigatore privato le microspie le cerca e le toglie, con le bonifiche.
Chiama un amico in polizia e ha i tabulati in un’oraTabulati, conti correnti, dati delle banche dati riservate: un investigatore non ci arriva, e chi lo promette sta proponendo un reato.
Risolve il caso in due giorni con un’intuizioneUn pedinamento dura di solito da tre giorni a una settimana. Molte giornate finiscono senza niente da segnalare, e anche quello è un risultato.
Lavora da solo, di notte, con il cappelloSpesso si lavora in squadra, con due auto, perché una persona sola perde il soggetto al primo semaforo.
Il caso si chiude con una confessioneSi chiude con una relazione scritta, foto e video. A volte con una testimonianza in tribunale.

Cosa fa un investigatore privato, in concreto

Le attività che il D.M. 269/2010 elenca sono queste: osservazione statica e dinamica (il pedinamento), riprese video e foto, sopralluoghi, raccolta di informazioni da documenti di libero accesso e pubblici registri, interviste a persone anche per telefono, raccolta di informazioni presso i locali del committente. Tutto qui, e tutto nel rispetto della legge e della privacy. Se vuoi il dettaglio di cosa è permesso e cosa no, l’abbiamo scritto nella pagina cosa può fare un investigatore privato per legge.

I casi che arrivano in agenzia, nella nostra esperienza, si dividono in due grandi famiglie:

  • Privati e famiglie: il sospetto di un tradimento (infedeltà coniugale), un figlio che frequenta brutte compagnie (controllo minori), l’affidamento dei figli dopo la separazione, l’ex che dice di non lavorare per non pagare il mantenimento, una persona da ritrovare, un debitore sparito.
  • Aziende e studi legali: il dipendente in malattia che lavora altrove, l’abuso dei permessi 104, il socio che non si presenta più, il dipendente che passa clienti a un concorrente, il fornitore da verificare prima di firmare, le microspie in ufficio o in auto. Lavoriamo molto con aziende di trasporti, industria e commercio e con gli studi legali.

Una settimana tipo

Chi immagina un lavoro d’azione resta deluso. Messi in fila, gli incarichi di una settimana possono assomigliare a questi:

  • Lunedì: colloqui con i nuovi clienti. Non tutte le richieste diventano un incarico: a volte il caso non è fattibile, a volte la persona chiede una cosa illegale, a volte non serve un investigatore.
  • Martedì e mercoledì: due giornate di osservazione su un caso di assenteismo, partenza prima delle sette del mattino davanti alla casa del dipendente.
  • Giovedì: lavoro a tavolino su un’indagine patrimoniale: registri immobiliari, Camera di commercio, fonti aperte.
  • Venerdì sera e sabato: un pedinamento per infedeltà, perché i tradimenti non seguono l’orario d’ufficio.
  • Nel mezzo: le relazioni da scrivere, le telefonate con gli avvocati, a volte un’udienza.

Le doti che servono davvero

  • Pazienza, perché si aspetta molto più di quanto si agisca.
  • Passare inosservati: niente di vistoso, né nell’auto né nell’aspetto.
  • Conoscere la legge meglio del cliente, per dirgli di no quando chiede qualcosa che lo metterebbe nei guai.
  • Scrivere bene: la relazione è il prodotto finale, e un giudice la legge parola per parola.
  • Riservatezza, verso tutti, anche dopo che il caso è chiuso.
  • Onestà sul risultato: dire al cliente che il sospetto era infondato è una parte del lavoro, non un fallimento.

Come finisce un’indagine

Con una relazione scritta e firmata: date, orari, luoghi, cosa si è visto, foto e video. Il cliente la consegna al suo avvocato, che decide se e come usarla. Se serve, l’investigatore viene chiamato a testimoniare su quello che ha visto. Per questo ogni foto deve avere un’ora e un luogo, e ogni frase della relazione deve poter essere ripetuta davanti a un giudice.

Quanto costa un detective privato

Da noi 65 € l’ora con un investigatore, con un minimo di 4 ore, oppure 80 € l’ora con una squadra di due, più 0,87 € al km per ogni veicolo. Un accertamento breve parte da circa 400 €, un’indagine di infedeltà con pedinamento di 3-5 giornate costa orientativamente tra 800 e 1.500 €. I dettagli, con un calcolatore, sono nella pagina quanto costa un investigatore privato a Torino.

Come scegliere quello giusto

Chiedi il numero di licenza e la Prefettura, una sede vera dove andare a parlare, un preventivo scritto con le ore e i chilometri, e un incarico firmato. Diffida di chi garantisce il risultato o promette di entrare nel telefono di qualcuno. Abbiamo scritto una guida su come scegliere un investigatore privato. Se invece stai pensando di fare questo mestiere, leggi come diventare investigatore privato.

Il primo colloquio: cosa chiede un investigatore

Chi viene da noi per la prima volta spesso non sa cosa portare. Per un servizio di osservazione ci servono nome, cognome e data di nascita della persona, qualche foto recente, la targa se usa un’auto, almeno un indirizzo da cui partire e le sue abitudini. Poi il motivo: la fattibilità la valutiamo noi, ma senza uno scopo legittimo non si comincia. Alla fine del colloquio il cliente sa se il caso si può fare, quanto può durare e quanto costa, e riceve un preventivo scritto.

Quando un investigatore dice di no

Una parte del mestiere è rifiutare incarichi. Diciamo di no quando:

  • la richiesta è illegale, per esempio leggere le chat di qualcuno o sapere quanto ha sul conto;
  • il cliente vuole sapere dove abita una persona che non vuole farsi trovare da lui, senza un motivo legittimo;
  • i dati sono troppo pochi per lavorare e non c’è modo di completarli;
  • si pretende un intervento nel giro di mezz’ora, senza preparazione: un servizio improvvisato rischia di bruciare il caso;
  • il problema si risolve meglio in un altro modo, con un avvocato o con una semplice verifica fatta da soli.

Il lavoro con gli avvocati

Molti incarichi arrivano dagli studi legali o finiscono sul loro tavolo. L’avvocato sa cosa deve dimostrare in causa, l’investigatore sa come raccogliere quei fatti in modo lecito. Quando i due si parlano prima di cominciare, l’indagine costa meno e la relazione serve di più. Per gli studi abbiamo una pagina dedicata: servizi per gli studi legali.

Chi siamo

EA Investigazioni lavora con licenza art. 134 T.U.L.P.S. n. 70166 del novembre 1994, oggi provvedimento n. 10091/2011 della Prefettura di Torino. Elio Albertacci è socio Federpol; la squadra è di 5 persone. In 32 anni abbiamo seguito oltre 2.500 casi a Torino e in tutto il Piemonte. Su Google abbiamo 5,0 con oltre 110 recensioni. La sede è in Corso Luigi Einaudi 43 a Torino: trovi tutti i servizi nella pagina investigatore privato a Torino.

Il primo colloquio è gratuito e riservato. Chiama il 339 486 2475 o scrivici su WhatsApp.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra detective e investigatore privato?

Nessuna nella pratica. «Detective» è la parola comune, «investigatore privato» è la figura prevista dalla legge, con licenza del Prefetto.

Cosa fa un investigatore privato?

Osserva e pedina in luoghi pubblici, fotografa e filma, fa sopralluoghi, raccoglie informazioni da registri pubblici e fonti aperte, intervista persone e consegna una relazione scritta utilizzabile dall’avvocato.

Un investigatore privato può intercettare il telefono?

No. Le intercettazioni le può disporre solo l’autorità giudiziaria. Un investigatore privato non può accedere a telefoni, chat, tabulati o conti correnti di altre persone.

È legale assumere un detective privato?

Sì, se ha la licenza del Prefetto e se l’incarico ha uno scopo legittimo, come tutelare un proprio diritto. Chi lavora senza licenza commette un reato.

Quanto tempo ci mette un investigatore a risolvere un caso?

Dipende dal caso. Un pedinamento di solito dura da tre giorni a una settimana, un’indagine patrimoniale da quattro giorni a una settimana, un rintraccio di debitore fino a sette giorni lavorativi.